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16 agosto 2026 - Aggiornato alle 20:50
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Soprintendenza del Mare

Archeologia subacquea nell'Agrigentino: i sonar mappano i fondali alla ricerca di tesori nascosti

L'operazione mira a documentare una fascia costiera ricchissima di testimonianze storiche, in attesa della missione d'autunno con l'Università La Sapienza

16 Agosto 2026, 18:24

18:30

Archeologia subacquea nell'Agrigentino: i sonar mappano i fondali alla ricerca di tesori nascosti

Una vasta campagna di studio dei fondali che vanno da Cattolica Eraclea, con il sito archeologico di Eraclea Minoa, fino alla foce del fiume Naro e alla ricchissima area di Cannatello è in corso nelle acque antistanti questa parte della provincia di Agrigento.

In particolare fino al prossimo 17 agosto, le attività di ricerca con l’utilizzo di sonar svolte dalle unità navali Casa di Mare1 e Casa di Mare2 si concentreranno nel tratto di mare dinnanzi a fiume Naro. A svolgere la campagna sarà la Soprintendenza del Mare insieme alla Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento, con lo scopo di avere una mappatura completa dei fondali e, soprattutto, conoscere eventuali – e probabili – evidenze archeologiche.

Non si tratta, infatti, in un tratto costiero che non abbia riservato sorprese nel passato. Come è possibile rilevare nel volume “Tra Terra e Acqua. Antiquarium del mare in memoria di Daniele Valenti”, curato dall’archeologa Domenica Gullì, negli ultimi anni in questo specchio acqueo costellato da secche sono stati numerosi i ritrovamenti: a Eraclea Minoa sono stati recuperati cinque elmi in bronzo di epoca classica e ellenistica, appartenenti alle tipologie italico-calcidese e Montefortino; lungo l'area costiera di Siculiana e Realmonte sono segnalate diverse evidenze di strutture e approdi antichi, oltre a materiali ceramici e anfore d'epoca punica, greca e romana dispersi sui fondali e, nella zona di San Leone, al largo del litorale agrigentino, si concentrano importanti testimonianze tra cui il giacimento di dodici macine in pietra a tramoggia presso il Lido Aster. Nelle stesse acque si trovano i resti di vari relitti, come il relitto "Maddalusa", il relitto "Lopez" con le sue lastre di rivestimento in rame, e l'area di dispersione di ceppi d'ancora e golfari in piombo. In prossimità della foce del fiume Akragas si colloca l’emporion di Agrigento, caratterizzata da strutture da sbarco, magazzini e necropoli tardo-antiche e bizantine con sepolture ed anfore commerciali.

Quest’area, in autunno, sarà oggetto inoltre di una campagna realizzata sempre da Soprintendenza del Mare, Soprintendenza di Agrigento e l’università Roma La Sapienza nelle acque di Cannatello.