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l'inchiesta

Due minuti per rubare gli Antonello da Messina, caccia alla banda e al basista: cosa sappiamo del colpo del secolo

I ladri sono andati sul sicuro verso le sale delle tavole, convocati in Questura i quattro custodi del turno serale

16 Agosto 2026, 19:02

19:53

Due minuti per rubare gli Antonello da Messina, caccia al basista: cosa sappiamo del colpo del secolo

Un’azione studiata con meticolosa precisione, fulminea e devastante per il patrimonio artistico nazionale. La sera di Ferragosto, intorno alle 21:50, un commando di ladri professionisti ha violato il Museo regionale di Messina (Museo Accascina), riuscendo a sottrarre in appena due-tre minuti quattro capolavori di inestimabile valore di Antonello da MessinaLa rapidità e l’efficacia del colpo alimentano con forza l’ipotesi di complici interni o “basisti” in grado di fornire informazioni cruciali sui sistemi di sicurezza e sulla precisa collocazione delle opere.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’azione ha avuto carattere quasi militare per velocità e accuratezzaForzata una porta laterale, i malviventi si sono indirizzati senza esitazioni verso le sale in cui erano custodite le tavole del maestro siciliano.

Sebbene l’allarme sia scattato immediatamente e l’impianto di videosorveglianza abbia ripreso ogni fase dell’incursione, il gruppo è riuscito a dileguarsi senza essere intercettato.

Il bottino comprende tre delle cinque tavole del celebre Polittico di San Gregorio e la preziosissima tavoletta bifronte con, da un lato, la Madonna col bambino e Francescano in adorazione e, dall’altro, l’Ecce homo.

Nella fuga, la banda ha divelto un tratto della ringhiera esterna per scavalcare la recinzione, abbandonando nelle immediate vicinanze le altre due tavole del Polittico, poi recuperate dalle forze dell’ordine.

La “caccia ai basisti” è scattata subito.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura distrettuale di Messina — sostituta procuratrice Maria Di Mulo e procuratore capo Antonio D’Amato — è affidata alla Squadra Mobile della Questura e ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.

Dalla Capitale sta raggiungendo la Sicilia una squadra di investigatori del Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri per affiancare i colleghi dell’Isola nelle indagini sul furto delle opere di Antonello da Messina sottratte al Museo regionale della città dello Stretto. Il reparto è stato incaricato, insieme alla Polizia di Stato, dalla Procura di Messina, che ha aperto un’inchiesta.

Le attività si concentrano sulle “fonti dichiarative” del personale di vigilanza: sono stati ascoltati a lungo i quattro custodi in servizio nella fascia successiva alle 19:30, per accertare eventuali falle nella sicurezza, possibili fughe di notizie riservate o agevolazioni all’accesso dalla porta laterale.

Parallelamente si procede all’analisi, fotogramma per fotogramma, non solo dei filmati interni del complesso museale, ma anche delle telecamere dislocate sulle vie pubbliche adiacenti, alla ricerca di veicoli sospetti o di fiancheggiatori in attesa all’esterno.

La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando il reato di furto pluriaggravato di opere d’arte.

Come sottolineato dal procuratore capo Antonio D’Amato, la notizia del colpo ha provocato enorme clamore e una profonda ferita nel Paese, poiché in questi capolavori sottratti risiedono “la cifra culturale e il profilo identitario del nostro Paese, oltre che di Messina e della Sicilia”.

Le indagini proseguono a ritmo serrato con l’obiettivo di riportare alla collettività i tesori violati di Antonello da Messina.