disagi
L'Etna non si ferma, e la cenere "limita" l'aeroporto di Catania: partenze "regolari" ma solo cinque arrivi all'ora
Voli rallentati per ore a causa della nube vulcanica, con l'allerta per l'aviazione che sale al livello massimo
L’attività eruttiva dell’Etna torna a incidere in modo significativo sulla piena operatività dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa. La Sac, società che gestisce lo scalo etneo, ha disposto la chiusura temporanea degli spazi aerei corrispondenti ai settori B1 e B2 per l’ingente presenza di cenere vulcanica in atmosfera.
La misura ha comportato una forte riduzione dei movimenti: per tutta la mattinata e fino alle 14:00 di oggi, lunedì 17 agosto, lo scalo ha potuto accogliere soltanto cinque voli in arrivo ogni ora. Nessuna limitazione è stata invece applicata alle partenze.
Il provvedimento si è reso necessario alla luce della marcata ripresa dell’energia del vulcano che, dalla fine di luglio, dà luogo a violente esplosioni al cratere della Voragine e all’apertura di bocche laterali a quote inferiori.
Il quadro è accompagnato da evidenti deformazioni dell’edificio vulcanico e da intensa sismicità, culminata ieri con la rottura della faglia della Pernicana sul versante settentrionale.
Nel corso della giornata di ieri l’attività è rimasta sostenuta: tra le 07:40 e le 10:40, una sequenza esplosiva al Cratere di Nord-Est ha generato una colonna di cenere dispersa dai venti verso sud-est. Nel pomeriggio, alle 16:22, è ripresa l’attività stromboliana alla Voragine, seguita alle 16:45 da un ulteriore e sensibile incremento delle emissioni di cenere dal Cratere di Nord-Est.
A conferma della gravità del quadro, in tarda serata l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha innalzato ieri sera il livello dell’avviso per l’aviazione (VONA) da arancione a rosso, il massimo grado di allerta.