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l'eruzione

L'Etna ferma i voli a Catania: scatta il limite agli arrivi e si apre una nuova bocca nella Valle del Bove

Chiusi i settori dello spazio aereo con un massimo di dieci arrivi all'ora e colata lavica ad alta quota

17 Agosto 2026, 09:46

11:36

L'Etna ferma i voli a Catania: scatta il limite agli arrivi e si apre una nuova bocca in Valle del Bove

L’Etna è tornato a manifestarsi con un episodio eruttivo che incide in modo significativo sull’operatività dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa. Non serve una ricaduta di cenere al suolo per rallentare il traffico: è sufficiente la presenza di una nube vulcanica in quota lungo le rotte di avvicinamento per imporre restrizioni.

Nella giornata odierna, la persistente emissione di cenere ha spinto la SAC, società di gestione dello scalo, a disporre la chiusura temporanea del settore di spazio aereo B1.

Sono parzialmente limitate le attività di volo in arrivo pari a 10 aerei ogni ora, fino alle 12:00 di domani 18 agosto. Nessuna restrizione in partenza. Le partenze, invece, non sono al momento oggetto di restrizioni dirette.

Si tratta di una misura asimmetrica prevista dalle procedure ENAC, pensate per conciliare la sicurezza della navigazione aerea — minacciata dalla cenere — con la continuità operativa dell’aeroporto.

Nonostante l’assenza di vincoli formali sui decolli, le autorità aeroportuali avvertono possibili ripercussioni sulla puntualità per via del mancato riposizionamento di equipaggi e aeromobili. Ai passeggeri è raccomandato di verificare lo stato del proprio volo sui canali ufficiali o tramite i servizi di tracciamento in tempo reale prima di mettersi in viaggio.

I rallentamenti pesano su un’infrastruttura chiave che, nel solo 2025 (secondo il Bilancio di sostenibilità 2026), ha gestito 12.369.485 passeggeri e 81.003 movimenti commerciali, con effetti immediati a catena su turismo, trasporti e logistica dell’intera Sicilia orientale.

Un episodio analogo si era già verificato all’inizio di luglio, quando una nube di cenere alta 1,5 chilometri sopra la sommità dell’Etna aveva portato la SAC a limitare gli arrivi a cinque l’ora, preludio a un blocco temporaneo.

Le decisioni di SAC ed ENAC si fondano sui rilievi tecnici dell’INGV – Osservatorio Etneo di Catania, che emette i bollettini VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) per informare in tempo reale dei pericoli per l’aviazione legati alla cenere. L’ultimo aggiornamento descrive un quadro in evoluzione: alle 06:09 le telecamere hanno documentato l’apertura di una bocca effusiva nella Valle del Bove, tra 2.200 e 2.350 metri di quota, con conseguente colata lavica. Il personale dell’INGV è sul terreno per i rilievi, mentre prosegue l’emissione di cenere dal cratere della Voragine, con dispersione verso sud-est.

Sul piano sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico — dopo l’aumento del pomeriggio di ieri — ha toccato il picco intorno alle 17:40 ed è attualmente in lieve diminuzione, mantenendosi però su valori alti. Le sorgenti del tremore sono localizzate in area Voragine a circa 3.000 metri sul livello del mare. L’attività infrasonica risulta concentrata prevalentemente alla Voragine, con contributi marginali dal Cratere di Nord-Est.