Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
17 agosto 2026 - Aggiornato alle 13:54
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

la ricostruzione

Quattro banditi, due a fare da palo, i turisti che danno l'allarme e la caccia al "basista": le indagini su chi ha rubato gli Antonello da Messina

Volevano approfittare della giornata di festa per razziare i capolavori del MuMe, ma i ladri non hanno fatto i conti col senso civico di due visitatori che hanno notato lo strano atteggiamento

17 Agosto 2026, 12:37

12:51

Quattro banditi, due a fare da palo e i turisti che danno l'allarme: le indagini su chi ha rubato gli Antonello da Messina

Un piano studiato nei minimi dettagli da un commando organizzato di quattro persone è andato a scontrarsi, nel giorno di Ferragosto, con la straordinaria vigilanza dei cittadini e dei visitatori. Al centro del mirino del gruppo criminale i capolavori immortali di Antonello da Messina, custoditi all'interno del Museo regionale.

La banda ha agito secondo uno schema militare ben definito: due componenti si sono introdotti all'interno delle sale per asportare materialmente le cinque tavole che compongono il celebre Polittico, mentre altri due complici presidiavano l'esterno fungendo da vedette. Una struttura coordinata che mirava a sfruttare la quiete del giorno di festa per dileguarsi indisturbata con un bottino inestimabile.

A spezzare il silenzio e a far deragliare i piani dei quattro criminali è stata però una coppia di turisti. Notando i movimenti palesemente sospetti e la presenza delle vedette fuori dall'edificio, i visitatori hanno intuito immediatamente la gravità della situazione e hanno lanciato un tempestivo allarme. Sentendosi braccati e con le forze dell'ordine ormai allertate, i ladri sono stati costretti a una fuga caotica e precipitosa. Nella fretta di far perdere le proprie tracce, la banda ha dovuto abbandonare su un muretto stradale due delle cinque tavole d'arte asportate. Poco dopo, una famiglia messinese ha notato i preziosi dipinti lasciati a terra e ha dato un secondo allarme, consentendo il pronto recupero di questa preziosa parte del patrimonio cittadino. La caccia ai quattro complici è ora aperta.

Le indagini si concentrano anche sul personale interno e su possibili falle nei dispositivi di protezione che avrebbero consentito ai malviventi di agire in appena due minuti, portando via preziosissime tavolette: tre delle cinque facenti parte del celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, sottratta da una teca blindata.

Poliziotti della Questura e carabinieri del Nucleo tutela beni culturali sono alla ricerca di un possibile basista che potrebbe aver agevolato l’azione del gruppo.

I sistemi di sicurezza, allarme e videosorveglianza erano perfettamente funzionanti,” ha dichiarato ieri la direzione del museo, “è quindi compito degli investigatori capire cosa sia accaduto e come mai i custodi addetti ai monitor che mostrano le immagini delle videocamere non abbiano notato nulla.”

Al vaglio anche le registrazioni delle telecamere interne, di quelle poste nell’area circostante e lungo le strade che conducono all’Accascina. La Procura di Messina, guidata da Antonio D’Amato, ha aperto un fascicolo per furto pluriaggravato di opere d’arte, al momento a carico di ignoti. La ricettazione sul mercato di beni di tale valore e rilevanza è estremamente complessa, se non impossibile; per questo gli inquirenti non escludono un furto su commissione o, in alternativa, un piano accuratamente predisposto, la cui dinamica resta da chiarire.