l'emergenza
Etna: la cenere si ferma a Catania centro, aeroporto "graziato" ma domani cambia il vento
L'emissione dei crateri sommitali colpisce soprattutto l'Acese. A Fontanarossa lievi limitazioni. Colata in Valle del Bove, interdetta la zona sommitale
La cenere dell'Etna ha risparmiato finora la pista dell'aeroporto di Catania. La nuova attività esplosiva del cratere Voragine, accompagnata da quello di Nord-Est, ha prodotto, nella mattinata di oggi, una nube nera che i venti hanno spinto in direzione sud-est, colpendo soprattutto l'Acese e arrivando fino al capoluogo etneo. Ma se uno strato di sabbia ha coperto la centrale via Etnea, non si è fortunatamente depositato qualche chilometro più a sud, dove sorge lo scalo di Fontanarossa. Ecco perché l'aeroporto è rimasto operativo con limitazioni solo sugli arrivi: dieci ogni ora fino alle 12 di domani, 18 agosto, a causa della chiusura di uno solo settore dello spazio aereo, il B1. Qualcosa, però, potrebbe cambiare da domani pomeriggio a causa dei venti.
Acireale, Pedara, Aci Sant'Antonio, Zafferana Etnea, Aci Castello: sono questi i centri più colpiti dalla ricaduta di cenere nelle scorse ore. I sindaci hanno provveduto a emanare ordinanze urgenti per limitare a 30 chilometri orari la velocità dei mezzi di strada e in alcuni casi a vietare la circolazione di quelli a due ruote, nelle more della rimozione. «Già domani provvederemo a incaricare le ditte per pulire le strade», fa sapere ad esempio Quintino Rocca, sindaco di Aci Sant'Antonio.
Il direttore del dipartimento Vulcani dell'Ingv, Stefano Branca ha spiegato che «nella notte il tremore vulcanico è rimasto stabile su valori alti, esattamente come oscillava nella fase eruttiva precedente. Continua - ha aggiunto - l'emissione di cenere dal cratere Voragine a cui è associata l'emissione anche dal cratere di Nord-Est». Replicando quanto accaduto la settimana scorsa, la ripresa dell'attività esplosiva dei crateri sommitali è stata accompagnata dall'apertura di una nuova bocca effusiva nella Valle del Bove, intorno a quota 2300 metri, nella stessa area delle precedenti fratture: il settore nord della Valle. Per i tecnici dell'Ingv, anche questa colata dovrebbe rimanere all'interno dell'area desertica senza creare problemi a zone agricole e centri abitati.
Per quanto riguarda la cenere, qualcosa potrebbe cambiare da domani pomeriggio. «Se l’emissione dovesse proseguire - ha detto Salvo Cocina, capo della protezione civile regionale - sarà fondamentale monitorare il prossimo cambiamento del vento, per domani pomeriggio, che potrebbe modificare rapidamente lo scenario». Previsto infatti un leggero cambio di direzione con più insistenza verso Sud e quindi un maggiore potenziale coinvolgimento dell'aeroporto.
Lo stesso Cocina ha affermato che «restano a carico delle compagnie aeree gli obblighi di assistenza e di riprotezione dei passeggeri, secondo la normativa vigente. Qualora una compagnia, come purtroppo già accaduto nei giorni scorsi, dovesse lasciare i passeggeri senza adeguata assistenza - ha aggiunto - la Regione, attraverso l’Assessorato ai Trasporti e la Protezione Civile, insieme ai gestori aeroportuali, interverrà in via straordinaria, mettendo in campo sia autobus e treni sia l’assistenza ai passeggeri negli scali».
Intanto da ieri con il passaggio dalla fase operativa di pre-allarme a quella di allarme da parte della protezione civile, è scattata in automatico l'interdizione della zona sommitale, che «comprende i crateri sommitali, l’alta Valle del Bove fino a circa 1.700 metri s.l.m. e, indicativamente, le aree al di sopra dei 2.500 metri sui versanti meridionale, occidentale e settentrionale». Un'area in cui ricadono tutte le bocche aperte, compresa quella di oggi, ma non i fronti lavici più bassi, che si trovano intorno ai 1350 di quota, la cui fruizione rimane quindi libera.
Permane invece il divieto - con ordinanze dei Comuni di Milo e di Sant'Alfio - per le auto di salire verso il Rifugio Citelli sia dalla strada Mareneve a partire da Fornazzo, che dalla strada che parte dalla chiesetta di Magazzeni. Dopo il terremoto di Ferragosto nel territorio di Linguaglossa, la strada Mareneve nella zona del rifugio Brunek, chiusa inizialmente a causa di alcune fratture provocate dal sisma, è stata riaperta e si transita regolarmente verso Piano Provenzana.

