il fatto
Il mistero dell'ultraleggero partito dalla Sicilia e scomparso, a bordo due noti professionisti di Roma
Le ricerche si concentrano in provincia di Cosenza, nell'area dove sono state agganciate per l'ultima volta le celle telefoniche della coppia
Sono concentrate nell'entroterra dell'Alto Tirreno cosentino le ricerche dell'aereo ultraleggero disperso dalla serata di ieri. Il velivolo è decollato dal campo di volo di Capo d'Orlando (Messina) ed era diretto all'aviosuperficie di Sibari (Cassano allo Ionio).
I soccorritori ritengono poco probabile che il velivolo sia finito in mare: questi apparecchi, infatti, volano generalmente sotto costa e la presenza di numerosi bagnanti sulle spiagge calabresi avrebbe verosimilmente consentito avvistamenti. Nonostante ciò, le operazioni si estendono anche al tratto di mare antistante. Alle squadre di terra stanno fornendo supporto un elicottero del Reparto volo dei Vigili del fuoco di Salerno, il Drago VF165, e un velivolo dell'Esercito.
A bordo del mezzo scomparso viaggiavano due noti professionisti di Roma: l'avvocato Carlo Arnulfo, 64 anni, e la compagna Angela Buccico, 55 anni, residente a Matera. Le ultime celle telefoniche agganciate dai due occupanti risultano essere quelle tra Fiumefreddo Bruzio e Fuscaldo, in provincia di Cosenza.
Secondo quanto ricostruito, il decollo è avvenuto ieri mattina alle 9.30 da Capo d'Orlando, con arrivo previsto a Sibari tra le 10.30 e le 11.
La coppia a bordo era giunta all'aviosuperficie Sibari Fly giovedì scorso, ripartendo poi alla volta della località messinese. “Quando è partito – ha raccontato all'ANSA il presidente della struttura, Mario Varca – mi ha detto che sarebbe andato in Sicilia per il Ferragosto. Quando torno, ha aggiunto, passiamo una giornata qua insieme”.
Il piccolo campo volo da cui ieri sera è decollato l'ultraleggero che risulta disperso si trova al termine del lungomare Anna Rita Sidoti di Capo d'Orlando, in contrada Tavola Grande, a pochi metri dal depuratore e dalla pista utilizzabile per l'elisoccorso. “È un aeroclub gestito da privati – riferisce un residente della zona – ma ormai è utilizzato raramente, saranno quattro o cinque i soci abituali. Di tanto in tanto viene qualcuno a tosare l'erba, ma la struttura non è più curata come qualche anno fa”. L'area è solo parzialmente recintata, ospita due piccole strutture in stato di semi-abbandono e, al momento, vi sono in sosta due ultraleggeri.
