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messina

Il furto al museo, teli neri al posto dei dipinti rubati. Smentito ritrovamento del furgone: ascoltati i quattro custodi, in 200 al sit-in «di rabbia e dolore»

Decisivi i video della sorveglianza e le telecamere in zona. L’ipotesi di un gruppo internazionale specializzato in furti di opere d’arte. Al vaglio i passaggi agli imbarcaderi privati

18 Agosto 2026, 10:54

11:42

Il furto al museo, smentito ritrovamento del furgone: ascoltati i quattro custodi, in 200 al sit-in «di rabbia e dolore»

Le immagini delle videocamere di sorveglianza del Museo Regionale di Messina passate al setaccio. Visionate frame dopo frame per ricostruire la dinamica di quello che è stato un furto al cuore di Messina. Ieri il Museo è rimasto chiuso per consentire agli investigatori di acquisire quanti più elementi possibili, oggi invece riapre. Un telo nero copre la base appoggiata a una parete di legno dov'erano sistemate le tavole del Polittico di Antonello da Messina. Anche nella colonna dove era sistemata la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione davanti e dietro Cristo in Pietà, anch'essa rubata, c'è un telo nero. Finora sono entrati una trentina di visitatori. Nel museo sono presenti 15 custodi. Non rillasciano dichiarazioni, ma una di loro dice: "Noi siamo molto attenti. Stamani ho visto una persona che stava scavalcando la ringhiera esterna e l’ho rimproverata».

Un turista afferma: «Siamo venuti per ammirare questo Museo. E' veramente stupendo, peccato per quello che è accaduto: è una grande perdita per Messina, per la collettività e per il mondo dell’arte». Nel museo oltre a una sezione archeologica e del Medioevo sono esposte opere del Quattrocento, della scuola di Antonello e dei fiamminghi, di Caravaggio e dei Caravaggisti, del Manierismo, del Rinascimento, del '600, '700 e Ottocento. 

Cosa è avvenuto la sera di ferragosto nel Museo Accascina è tutto da vedere. Gli uomini della squadra mobile della Questura ci stanno lavorando da quando sono stati chiamati. Erano le 21 di sabato sera, mentre la città festeggiava la sua Vara, all’Annunziata veniva messo a segno il colpo del secolo.

Gli investigatori della Mobile guidati dal dirigente Simone Scalzo e coordinati dalla sostituta procuratrice Maria di Mulo hanno già ascoltato la direttrice del museo Marisa Mercurio e i quattro custodi che erano in servizio quella sera, due giovani assunti da poco e due donne con molti anni di anzianità di servizio. A Messina le malelingue sussurrano che i custodi, invece di guardare i monitor con le immagini delle sale, stessero guardando la processione della Vara in tv. Saranno riascoltati e nel frattempo gli inquirenti stanno confrontando le loro versioni. Il loro turno era iniziato alle 19.30. Gli inquirenti stanno passando al setaccio la vita dei custodi e degli altri dipendenti presenti a Ferragosto. Non è esclusa, infatti, la presenza di un basista dell’operazione che potrebbe aver agevolato il lavoro dei ladri. Si cerca di individuare la persona che ha spento l’allarme del museo senza chiamare il 112.

La banda che ha portato via tre tavole su cinque appartenenti del celebre polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà custodita in una teca blindata ha pianificato tutto, o quasi. Due minuti, massimo tre la durata del colpo. Sarebbero entrati forzando una porta laterale, non è chiaro se dotata di allarme, dopo aver scavalcato il cancello d'ingresso, arrivando direttamente nella sala in cui erano custodite le opere. La spaccata della teca blindata con una grossa mazza che, però, non è stata trovata, quindi l'asportazione dei capolavori del maestro Antonello da Messina.

Da quanti uomini era composta la banda è un altro dei quesiti che gli inquirenti stanno cercando di capire. Chi sostiene quattro, chi solo due. La videosorveglianza ne inquadra due all’interno, maglia maniche corte, pantaloni lunghi, scarpe tutte nere. Probabile un terzo uomo o altri due all’esterno. Ancora su questo aspetto resta il massimo riserbo. Così come si cerca di capire perché il sistema di sicurezza non abbia funzionato tempestivamente.

Sono state acquisite e vengono analizzate anche le immagini di videosorveglianza della zona. Smentito il ritrovamento del presunto furgone che sarebbe stato utilizzato dai ladri per portare via le preziose tavole. Effettuati controlli agli imbarcaderi dei privati per capire se siano stati avvistati, anche nei giorni precedenti, persone sospette. Le indagini infatti si stanno muovendo anche nella direzione delle bande internazionali di ladri esperti in furti d’arte.

All'inchiesta stanno lavorando anche i carabinieri del Nucleo Tutela Beni Culturali. Si stanno individuando tutti i telefoni che quella sera hanno agganciato le celle nella zona del museo, si stanno analizzando le schede di ladri di alto profilo che potrebbero aver compiuto il furto su commissione di qualche mecenate o mercante d'arte.

Una città, Messina, sotto choc. Sulle opere di Antonello si stava costruendo tutta l’offerta culturale e turistica e il furto è un danno inestimabile. Ieri, a poche centinaia di metri dal Museo, sul lungomare del Ringo, un sit-in organizzato da Lelio Bonaccorso e Aldolfo Leporino, ha raccolto circa 150-200 persone. «Manifestiamo il nostro dolore e la nostra rabbia», ha spiegato il fumettista Lelio Bonaccorso. «È un furto che non tocca solo noi messinesi ma tutta l’umanità».