Palermo, bruciate le montagne di rifiuti al mercato coperto di Ballarò: si contano i danni
Nella struttura coperta cumuli di spazzatura. Rap interviene e li rimuove, ma restano i danni prodotti dal rogo
L‘immondizia è rimasta lì per giorni, all’interno del mercato coperto di Ballarò, prima che intervenisse la Rap sollecitata dai commercianti. Ma restano i danni dell’incendio divampato nella notte di venerdì, con la copertura del capannone danneggiata e alcuni buchi ben visibili. E resta il problema di come sia stato possibile arrivare a un accumulo di rifiuti di quelle dimensioni, ad agosto e con il caldo, proprio accanto alla cabina Enel che serve il quartiere e ai bagni.
Giorno dopo giorno la quantità di immondizia era aumentata, fino a trasformare quell’area in un deposito di rifiuti a cielo aperto. Con le temperature di agosto, i cattivi odori avevano reso difficile la permanenza nell’area. Poi, nella notte di venerdì, è arrivato l’incendio. Le fiamme hanno interessato la spazzatura accumulata e il rogo si è sviluppato a ridosso, appunto, della cabina Enel che alimenta il quartiere.
I commercianti esasperati hanno segnalato la situazione al consigliere comunale Salvatore Imperiale che ieri mattina ha contattato la Rap chiedendo un intervento. Nel pomeriggio gli operatori della società partecipata sono arrivati al mercato e hanno rimosso i rifiuti. L’immondizia, dunque, non c’è più. Restano però la copertura danneggiata dal rogo e la necessità di verificare le condizioni della struttura.
Sul fronte amministrativo, intanto, era arrivata un’altra stoccata. Il Comune ha sospeso per 90 giorni il bando per l’assegnazione dei 31 stalli del mercato coperto. La decisione è contenuta nella determinazione dirigenziale del 10 agosto e riguarda l’avviso approvato il 20 luglio, con il quale erano state previste concessioni della durata di dieci anni. La sospensione non equivale a un annullamento definitivo. È stata disposta dopo un atto di indirizzo del direttore generale del Comune del 6 agosto, per consentire un ulteriore approfondimento della procedura.
L’amministrazione vuole verificare il rapporto tra il bando e il percorso di regolarizzazione degli operatori già presenti nel mercato, previsto dall’articolo 8 bis della legge regionale 18 del 1995 e dai regolamenti comunali. L’ipotesi indicata è quella di procedere prima alla regolarizzazione degli operatori storici e, successivamente, pubblicare un nuovo avviso per gli stalli che resteranno disponibili, alla luce anche delle nuove linee guida nazionali sulle concessioni per il commercio su aree pubbliche. Gli uffici valutano inoltre la richiesta di un parere all’Avvocatura comunale.
Sulla vicenda interviene la consigliera comunale del Pd Mariangela Di Gangi: «Sapevamo che un bando sbagliato, poi sospeso, avrebbe solo aggravato i ritardi già accumulati. La sospensione, seppur necessaria, non cancella anni di disuso e incuria, né il tempo perso. L’incendio ha ulteriormente danneggiato una struttura già degradata, confermando le conseguenze concrete di questi ritardi. Ora l’amministrazione Lagalla deve chiarire tempi e modalità per il ripristino del capannone, la regolarizzazione degli operatori storici e l’apertura del mercato. Dopo quattro anni non sono più accettabili rinvii e altro tempo prezioso per il rilancio del mercato di Ballarò».