Ambiente
Siracusa, notti insonni per l'aria fetida di natura industriale: benzene oltre i limiti e pioggia di segnalazioni
Scattato il sistema di alert, le centraline hanno registrato lo sforamento e ora si attendono ulteriori analisi. Da maggio si denunciano miasmi ma le istituzioni non danno risposte
Un’aria fetida, irrespirabile, satura di gas di natura industriale, ha molestato i siracusani nelle notti dell’ultimo fine settimana. Più del solito. Soprattutto nella notte tra domenica e lunedì, la molestia è stata tale che, in moltissimi, si sono riversati sui social e, per fortuna, anche sulla app Nose di Arpa Sicilia, dove l’entità delle segnalazioni ha permesso che scattasse l’Alert. Cioè, le segnalazioni hanno superato la soglia critica e si sono attivati i campionatori automatici e tutto quel sistema di azioni che prevede, da parte dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’ambiente, le analisi chimiche di quei campioni d’aria, incrociati con le analisi sui venti. Tra qualche giorno, insomma, si conta di avere con certezza la natura di quella puzza e un’indicazione sulla provenienza e, quindi, sui punti di emissione.
Ma intanto le centraline fisse, della stessa Arpa, per il monitoraggio costante dell’aria, qualcosa hanno registrato. Proprio a partire da venerdì risultano costanti i superamenti di benzene in atmosfera, in tutti i comuni del quadrilatero industriale, da Augusta a Siracusa, senza risparmiare Melilli e Priolo.
Tra sabato e domenica quasi tutte le stazioni del comune capoluogo registravano benzene sopra il limite di 20 mmg per mc: Belvedere, via Gela, scuola Verga (via Madre Teresa di Calcutta). Riguardo all’ozono, ancora bollini rossi a Melilli, dove i superamenti del “valore obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana” (120 mmg per mc) sono proseguiti senza sosta e hanno toccato quota 42 dall’inizio dell’anno. La soglia è 25 per anno, su media dei tre anni.
Insomma, salvo piccole tregue, si può dire che il problema dei miasmi, che da maggio scorso viene denunciato dai cittadini dei comuni dell’area industriale per la particolare costanza e aggressività, non si sia mai attenuato. Sulle ragioni di quelle particolari “puzze” nessuna informazione è arrivata dai tavoli tecnici costituitisi in Prefettura tra gli enti di controllo. Tra le ipotesi, La Sicilia ha scritto di un petrolio grezzo particolarmente puzzolente, ad alto contenuto di zolfo (il venezuelano Merey), utilizzato da Isab per la raffinazione: ma il quantitativo utilizzato è andato scemando, da maggio a luglio, fino a rappresentare percentuali irrilevanti (ad agosto non sappiamo). Riguardo invece alla inedita movimentazione di prodotti attorno al parco serbatoi ex Versalis, negli ultimi giorni tra carichi e scarichi si sono mosse circa 26mila tons di benzene.

