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il caso

Gara per i randagi a Sciacca va deserta: lotti scoperti e canili al collasso

La città sotto pressione dopo avvelenamenti, cuccioli morti e manifestazioni

18 Agosto 2026, 12:18

12:20

Cani randagi a Scicli

Cani randagi

Il randagismo è un’emergenza diffusa in Sicilia, ma a Sciacca sembra pesare più che altrove.

Dopo il caso dei cani randagi avvelenati nel 2018, dei cuccioli morti sotto il sole poco più di un mese fa e la marcia degli animalisti che ha attraversato la città chiedendo rispetto e tutele reali, arriva un altro segnale di fragilità: la gara per il ricovero, la custodia e il mantenimento dei cani randagi è andata deserta.

La procedura, articolata in quattro lotti, si è chiusa senza aggiudicazione. L’unico operatore economico che aveva presentato istanza è stato escluso per la mancata cauzione provvisoria del 2%, requisito obbligatorio del Codice dei contratti pubblici.

Così i lotti 2 e 4 restano scoperti. Ancora peggio per i lotti principali: nessuna offerta per il mantenimento di 120 cani e per la cattura e custodia dei gatti.

Il Comune dovrà ripubblicare l’avviso, con tempi che inevitabilmente si allungano mentre il territorio continua a fare i conti con un fenomeno in crescita.

Il tutto accade dopo che Sciacca è stata nel mirino degli animalisti di tutta Italia, che accusano la città di non garantire una rete di protezione adeguata. La marcia di poche settimane fa, con centinaia di persone in piazza, aveva già evidenziato una richiesta chiara: servizi funzionanti, controlli, prevenzione, strutture idonee.

Le difficoltà sono evidenti: gare che vanno deserte, canili saturi, personale insufficiente, associazioni allo stremo e risorse inadeguate. L’esito negativo della gara di Sciacca è l’ennesimo segnale di un sistema che non regge più. Ora la procedura dovrà essere ripetuta.