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La sentenza

Covid, i guanti "irregolari" pagati oltre 8 milioni: la Corte dei conti condanna due dipendenti regionali

La Sezione giurisdizionale ha chiesto il risarcimento di quasi 5,7 milioni di euro ad Alfio Drago e Ugo Savettiere.

18 Agosto 2026, 14:01

15:04

Covid

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Nel corso della pandemia avrebbero avallato, in qualità di Rup e di Direttore esecutivo del contratto, una fornitura di guanti non conformi a quelli previsti dal contratto. Per questo motivo, per Alfio Drago e Ugo Savattiere, che sono anche dipendenti regionali del dipartimento della Protezione civile, è arrivata una stangata da parte della Corte dei conti: una condanna per danno erariale, cioè, da quasi 5,7 milioni di euro, da pagare in solido.

La vicenda, come detto, ha la sua origine nei mesi complicatissimi dell'emergenza Covid, per l'esattezza nel giugno del 2020, quando il dipartimento regionale della Protezione civile, allora guidato da Calogero Foti e successivamente da Salvo Cocina, attraverso un affidamento diretto, va alla ricerca di un milione di scatole di guanti in nitrile.

Quel numero di guanti non arriverà mai. Da qui, il danno erariale contestato dalla Procura regionale guidata da Pino Zingale. Una tesi accolta dalla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti, relatore Giuseppe Di Pietro, presidente Salvatore Chiazzese.

Secondo la tesi dell'accusa fondata sulle indagini portate avanti negli anni dalla Guardia di finanza e confermata in sentenza di condanna, Drago e Savattiere, seppur nei diversi ruoli, avrebbero avallato quella fornitura non idonea per la quale la Regione aveva anche anticipato la metà del costo complessivo del bando (vale a dire oltre 4 milioni sugli 8,4 complessivi della fornitura).

Come detto, l'avviso prevedeva la consegna di un milione di scatole con 100 guanti di nitrile in ogni box. Secondo il decreto, si sarebbe provveduto al pagamento anticipato del 50 per cento del corrispettivo pattuito, a fronte di regolare fattura emessa dal fornitore e della presentazione di un'apposita polizza assicurativa; la consegna sarebbe dovuta avvenire entro il termine di sette giorni, decorrente dalla data dell'ordine. Ma la società aggiudicataria, European Network T.L.C. s.r.l., secondo l'accusa avrebbe commesso una serie di violazioni contrattuali: “Si rendeva – si legge nella sentenza - inadempiente all’obbligo di fornire i guanti in nitrile entro i sette giorni previsti; non forniva giustificazioni per il ritardo; proponeva la consegna di DPI diversi da quelli pattuiti e già saldati al 50 per cento”. Vale a dire guanti in lattice, al posto di quelli in nitrile. Molti di quei guanti, tra l'altro, non avevano una certificazione riconosciuta.

Eppure, non succederà, di fatto, nulla. Drago e Savattiere avrebbero nei diversi ruoli avallato quel “cambiamento” in corsa, senza alcuna modifica delle condizioni del contratto. E così alla società, nonostante quelle che i giudici contabili indicano come una “serie di violazioni contrattuali” arriverà l'importo previsto. I due condannati hanno contestato l'accusa, parlando in pratica di “buona fede” e ricordando anche che si operava in un momento di estrema emergenza. Savettiere inoltre ha chiesto la sospensione del giudizio contabile in attesa che venisse concluso un parallelo procedimento penale. Difese che non hanno convinto i magistrati contabili che aderendo alla ricostruzione della procura hanno condannato in solido Drago e Savettiere al risarcimento di 5.696.880 in solido.