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Si chiude l'anno giubilare agatino, monsignor Renna mette in guardia dai «guastatori della gioia»
Il messaggio dell'arcivescovo di Catania nella messa che stamattina ha chiuso un anno speciale
Con la Messa di Dedicazione del 18 agosto in Cattedrale, l'arcivescovo di Catania Mons. Luigi Renna ha fatto il quadro a compendio dell'Anno Agatino, il giubileo aperto l'11 gennaio per i 900 anni dal ritorno delle reliquie della Santa patrona da Costantinopoli.
Un anno segnato da liturgie, pellegrinaggi e intensi incontri con migliaia di giovani, culminato con la presenza del legato pontificio, il cardinale Pietro Parolin.
Nell'omelia, l'arcivescovo ha messo in guardia dai tentativi di «guastare la gioia» della fede, richiamando l'attenzione su calunnie, «leoni da tastiera» e scontento cronico.
Emblematico il passaggio sul busto reliquiario, restaurato in Vaticano e riportato allo splendore trecentesco, di fronte alle critiche ricevute da chi lo avrebbe voluto «sporco», a dimostrazione della necessità di non perdere il senso della realtà e di orientare la devozione a Dio anziché a se stessi.
Ricordando la figura di Sant'Agata e del Beato Dusmet, Mons. Renna ha invitato la comunità a essere «pietre vive cementate» e testimoni credibili per il futuro della città.
Spazio anche all'impegno civile, con il sostegno convinto alla candidatura della Festa di Sant'Agata a patrimonio UNESCO, intesa come promozione della cultura del bene comune e della «civiltà dell'amore».
A margine della celebrazione sono stati consegnati gli attestati alle famiglie dei 27 bambini battezzati con il nome di Agata nel corso del Giubileo.
Intanto nella memoria di molti resteranno vive tante immagini di queste celebrazioni come il rientro del Busto di Sant'Agata in cattedrale ieri sera con lo splendido spettacolo di Fuochi Pirotecnici. Appuntamento ora a Febbraio 2027.

