l'aggiornamento
Etna, basta cenere, rimane solo "la parte buona": nuova bocca a quota 3.100, due colate alimentate
I crateri sommitali sono tornati silenti, continua invece l'attività effusiva, da poter fruire facendo i conti con le limitazioni ancora in vigore
È rimasta solo "la parte buona" dell'attività dell'Etna. I crateri sommitali del vulcano sono tornati sonnolenti: la cenere è sparita, si è chiuso il rubinetto delle fontane di lava, i boati - a partire dalle tre della scorsa notte - non si sentono più e il tremore vulcanico è tornato su valori bassi. Insomma, l'attività esplosiva sta concedendo una tregua. Rimane invece quella effusiva: le colate che si riversano nella Valle del bove e attirano turisti e appassionati. Una nuova bocca si è aperta oggi all'alba a quota 3.100 metri, molto più su delle quattro formatesi nelle ultime settimane e di cui solo una, quella a 1900 metri di altitudine, rimane alimentata.
Il nuovo stato del vulcano ha permesso all'aeroporto di Catania di tornare alla piena operatività già a partire dalla tarda mattinata di oggi. Nella tra lunedì e martedì l'ultima cenere - portata anche dagli acquazzoni - è caduta sui paesi etnei, fino a Giarre. Ma è stato un colpo di coda.
L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia conferma che dalle 23.30 di lunedì «si è registrato un rapidissimo decremento dell'ampiezza media del tremore vulcanico; i suoi valori, precedentemente alti, nell'arco di circa mezz'ora, sono rientrati nell'intervallo dei valori bassi, ove tuttora permangono». L'attività infrasonica, cioè i boati, dal cratere Voragine è passata a uno stato di «quasi totale quiete», al netto di una parentesi di poche ore in cui a farsi sentire è stato il vicino Nord-Est. Dalle tre di mattina, pero, l'Etna è tornata silente.
All'alba, tuttavia, si è aperta una nuova frattura a circa 3.100 metri di quota, nella parte alta della Valle del Bove, sul fianco del cratere di Nord-Est. Sta producendo una colata che al momento è difficile osservare perché nascosta dalle nubi. Delle altre quattro bocche, formatesi in serie nelle scorse settimane, solo quella di 1900 continua a essere alimentata e il fronte più avanzato si trova a quota 1330 metri, nella zona di Rocca Capra. Il tasso effusivo è abbastanza limitato e, alle attuali condizioni, non preoccupa rispetto a una potenziale fuoriuscita dalla Valle del Bove e al coinvolgimento di zone agricole e abitate.
Resta solo di godersi lo spettacolo, facendo i conti con le limitazioni che rimangono in vigore: il divieto di salire in auto dalla strada Mareneve a partire da Fornazzo e anche dal lato di Magazzeni, dove sono stati collocati dei grandi massi per bloccare il passaggio dei mezzi.
