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Zona falcata

A Messina è corsa per la bonifica della Falce: il bando pubblicato entro il 2026

Il progetto dell'Autorità di Sistema Portuale prevede la rimozione dei rifiuti ma anche il recupero del relitto del Rigoletto

19 Agosto 2026, 07:56

08:00

A Messina è corsa per la bonifica della Falce: il bando pubblicato entro il 2026

Entro il 2026 la pubblicazione del bando. La scadenza è stringente e segna il passo del futuro della zona Falcata. Una priorità per il presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto Francesco Rizzo, che della bonifica della Falce ha fatto una vera e propria bandiera.

«Invitalia ha apportato gli ultimi correttivi – ha dichiarato a “La Sicilia” nel corso di una recente intervista - Siamo nella direzione giusta e stiamo lavorando senza sosta».

Lo scorso mese di marzo erano state avviate dalla Sondedile Srl di Teramo le indagini geognostiche e geofisiche propedeutiche al piano di caratterizzazione dell’area dell’Eurobunker. Sondaggi mirati in quella che è stata per decenni una delle zone più problematiche della Falcata, quella dell’ex deposito di carburante realizzato dalla Esso dopo il terremoto del 1908. Un’operazione fondamentale per conoscere la composizione del sottosuolo e individuare le sostanze contaminanti e poter definire con maggiore precisione tempi, modalità e costi della successiva bonifica. Il progetto complessivo prevede infatti non soltanto la rimozione dei terreni contaminati e dei rifiuti, ma anche la demolizione di strutture dismesse, la rimozione di materiali contenenti amianto, di impianti e tubazioni e, tra gli interventi più delicati, il recupero del relitto della nave Rigoletto, affondato nello specchio d’acqua antistante la Real Cittadella. Una serie di attività per le quali potrebbero, come specificato anche dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che in piena campagna elettorale aveva visitato l’area, non essere sufficienti i 20 milioni di euro di risorse FSC 2021-2027 assegnati nel 2024 dal Cipess. E mentre si attende la pubblicazione del bando e l’avvio dei lavori, che dovrebbero vedere le maestranze impegnate per quasi tre anni, l’idea è quella di procedere per step, anche per la Real Cittadella, per la quale è previsto un intervento a sé. A marzo di quest’anno, dopo anni di sostanziale chiusura, la storica fortificazione seicentesca è tornata ad aprirsi alla città, sia pure in maniera parziale e con le necessarie limitazioni legate alla sicurezza, su iniziativa dell’associazione Amici dei musei. L’idea è quella di procedere su questa linea attraverso aperture graduali, sulla scorta di quanto già sperimentato con l’Agorà dello Stretto, accompagnando la progressiva messa in sicurezza e pulizia degli spazi con iniziative capaci di riportare cittadini e visitatori dentro la Falcata.