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18 agosto 2026 - Aggiornato alle 19:47
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palermo

Omicidio di Ferragosto allo Zen, due indagati rispondono al Gip: «Noi non abbiamo colpito»

L'autopsia conferma la ferita mortale al torace

18 Agosto 2026, 19:15

19:20

Omicidio di Ferragosto allo Zen, due indagati rispondono al Gip: «Noi non abbiamo colpito»

L'autopsia eseguita sul corpo di Vito Genovese, il 45enne ucciso la notte di Ferragosto nel quartiere Zen di Palermo, ha confermato la presenza di diverse lesioni, tra cui una mortale sferrata al torace. Gli accertamenti medico-legali, condotti al Policlinico dal medico legale Manfredi Rubino, hanno inoltre evidenziato ecchimosi e ferite sul corpo, riconducibili a una violenta colluttazione.

Nel frattempo, si sono svolti gli interrogatori di garanzia per le tre persone sottoposte a fermo: il 34enne Paolo Puleo, unico maggiorenne del gruppo, e due minorenni. Davanti ai giudici per le indagini preliminari, uno dei due ragazzi si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre Puleo e l'altro minorenne hanno accettato di rispondere alle domande, respingendo l'accusa di aver ferito a morte la vittima. Nello specifico, il minorenne ha negato qualsiasi tentativo di furto nel box di Genovese, sostenendo che si stessero recando nel proprio garage per recuperare una tenda da campeggio per le feste. Il giovane ha ammesso che vi è stata una discussione verbalmente accesa, nata prima dalla finestra e poi proseguita in strada, ma ha affermato che la vittima non sarebbe stata colpita da alcun oggetto. I due gip si sono riservati di decidere sulla convalida dei fermi.

Secondo la ricostruzione delineata dai carabinieri, Genovese avrebbe invece sorpreso i giovani mentre cercavano di aprire un box di sua proprietà. Una volta sceso in strada per affrontarli, ne sarebbe nata un'accesa lite culminata nell'aggressione con un casco e con colpi sferrati da un corpo contundente, presumibilmente un cacciavite. Nella colluttazione è rimasto ferito anche un parente del 45enne, il 47enne Domenico D'Anna: per questo secondo episodio, la contestazione a carico dei tre indagati è stata derubricata da tentato omicidio a lesioni.