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l'inchiesta

Il colpo imperfetto della banda di Ferragosto al museo di Messina: i "custodi" rischiano il licenziamento e il procuratore evoca lo zampino della mafia

Il furto della quattro tavole di Antonello da Messina, i due capolavori lasciati su un muretto esterno, le tracce lasciate dai ladri e i misteri della sorveglianza che non sorvegliava

18 Agosto 2026, 22:14

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Il colpo imperfetto della banda di Ferragosto al museo di Messina: i "custodi" rischiano il licenziamento e il procuratore evoca lo zampino della mafia

Proseguono senza sosta le indagini sul furto di quattro tavole di Antonello da Messina sottratte la notte di Ferragosto dal Museo regionale dello Stretto, un colpo di valore stimato in decine di milioni di euro.

Il procuratore capo Antonio D’Amato, intervenuto al Tg1, ha spiegato di aver aperto un’inchiesta per furto pluriaggravato e ha chiarito: «Le piste che stiamo seguendo vanno in una molteplicità di direzioni, compresa quella della complicità interna. Al vaglio della procura i buchi della vigilanza e degli addetti

E ha aggiunto: «Da parte nostra non si può scartare l’ipotesi che dietro questo furto milionario ci possa essere il coinvolgimento della criminalità di tipo mafioso, storicamente interessata al furto delle opere d’arte».

Gli specialisti della polizia scientifica hanno repertato diverse tracce lasciate dai malviventi e stanno passando al setaccio ogni dettaglio. Dalle prime ricostruzioni, l’allarme avrebbe funzionato regolarmente e le telecamere di sorveglianza avrebbero immortalato l’azione del commando, che agiva con il volto coperto da caschi. Elementi che fanno pensare a un piano non particolarmente sofisticato, considerato anche che, durante la fuga, due delle opere sono state abbandonate su un muretto all’esterno e poi recuperate su segnalazione di una coppia di passanti.

Le verifiche sui verbali interni redatti nei giorni precedenti non avrebbero evidenziato irregolarità. La sera del furto erano in servizio quattro custodidue dipendenti regionali e due ex Asu impiegati dalla Servizi ausiliari Siciliaascoltati dalla polizia e dal Nucleo speciale dei carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale. Sono stati nel frattempo collocati in ferie.

Secondo quanto riferito, non si sarebbero accorti di nulla nonostante l’attivazione dell’allarme e le riprese delle telecamere; solo all’arrivo delle forze dell’ordine, giunte per verificare se le due tavole recuperate in strada appartenessero alla collezione, si sarebbero resi conto dell’accaduto.

Per i quattro addetti sarà avviato un procedimento disciplinare non appena il Dipartimento dei Beni culturali della Regione siciliana riceverà la relazione della direttrice del museo, Marisa Mercurio. La sanzione più grave contempla il licenziamento; l’azione disciplinare sarà formalizzata dal Dipartimento della Funzione pubblica.

Nella giornata di ieri l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato, ha effettuato un sopralluogo nella struttura e incontrato il personale. Il museo ha riaperto questa mattina, con 98 biglietti staccati e quindici addetti in servizio. Tra gli operatori prevale il riserbo.

«Noi siamo molto attenti. Oggi ho visto una persona che stava scavalcando la ringhiera esterna e l’ho rimproverata», afferma una dipendente.

Un telo nero copre ora la base, appoggiata a una parete lignea, dove erano esposte le tavole del Polittico di Antonello rubate a Ferragosto. Il percorso museale include capolavori di Caravaggio, tra cui la Resurrezione di Lazzaro e l’Adorazione dei pastori, oltre a opere di Mattia Preti, Girolamo Alibrandi, Alonso Rodríguez e di altri autori siciliani e dell’Italia meridionale.

«Siamo venuti per ammirare questo museo. È veramente stupendo, peccato per quello che è accaduto: è una grande perdita per Messina, per la collettività e per il mondo dell’arte», commenta un visitatore. Le indagini proseguono su più fronti.