Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
19 agosto 2026 - Aggiornato alle 11:20
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il caso

La Regione dà via libera all'abbattimento dei daini. A Ragusa scatta la protesta: «Non si sa quanti sono e che danni hanno fatto»

La deputata del M5s Campo chiede alla Regione che si faccia chiarezza. In Comune organizzato un vertice tra dirigente regionale e animalisti

19 Agosto 2026, 09:30

09:40

La Regione dà via libera all'abbattimento dei daini. A Ragusa scatta la protesta: «Non si sa quanti sono e che danni hanno fatto»

La gestione della popolazione di daini nel territorio ragusano entra nel confronto politico e amministrativo. Da una parte le contestazioni della deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, che chiede di sospendere il provvedimento e mette in discussione presupposti e modalità degli interventi previsti; dall’altra il Comune di Ragusa, che ha deciso di promuovere un incontro tra le associazioni e il Servizio regionale competente per fare chiarezza prima dell’avvio delle attività.

Al centro della vicenda c’è il Piano straordinario regionale 2025-2029 per la gestione e il contenimento della fauna selvatica, che prevede anche interventi sulla popolazione di daini. Il provvedimento relativo al territorio ragusano ha provocato nelle ultime ore la reazione di cittadini e associazioni, preoccupati per le modalità con cui dovrebbero essere gestiti gli animali. Campo parla apertamente di una scelta che punta all’«eradicazione» dei daini presenti in Sicilia e contesta il ricorso agli abbattimenti. «Prima ancora di lasciare imbracciare i fucili – sostiene la parlamentare – vorremmo conoscere l’emergenza che dovrebbe giustificarli».

La deputata chiede alla Regione di rendere disponibili dati precisi sulla consistenza della popolazione nel Ragusano, sulle aziende agricole che avrebbero subito danni, sull’entità degli stessi e sugli eventuali incidenti stradali provocati dagli animali. Secondo Campo, proprio la disponibilità di informazioni sulla consistenza della popolazione rappresenterebbe uno dei punti critici della vicenda.

La deputata sostiene infatti che lo stesso Piano regionale non disporrebbe di dati precisi sul numero dei daini presenti nel territorio ragusano, indicando una stima inferiore ai cento esemplari, formulata anche sulla base di osservazioni che la parlamentare definisce estemporanee. Da qui la contestazione politica: «Prima si decide di ucciderli tutti e poi, forse, si stabilisce quanti siano e quali danni abbiano provocato», afferma Campo, secondo cui si tratterebbe dell’opposto di quello che dovrebbe essere il percorso seguito da un’amministrazione pubblica nella gestione di un problema faunistico.

La deputata solleva inoltre una questione legata ai tempi dell’intervento. Secondo la sua ricostruzione, il Piano regionale vieterebbe gli abbattimenti nel periodo compreso tra il primo e il 31 agosto, prevedendo limitazioni legate anche alla tutela delle femmine durante il periodo dei parti e dell’allattamento. Campo contesta quindi il fatto che il Servizio 15 di Ragusa abbia adottato il provvedimento il 15 agosto, consentendo l’avvio delle operazioni dal giorno successivo. «Non c’è alcuna norma o deroga – sostiene – che consenta di fare ad agosto, e solo in provincia di Ragusa, ciò che il Piano vieta espressamente ad agosto».

In questo quadro si inserisce l’iniziativa del Comune di Ragusa, che ha scelto di non entrare nel merito delle competenze regionali ma di favorire un confronto diretto tra l’amministrazione competente e il mondo associativo. Il sindaco Peppe Cassì e l’assessore alla Tutela degli Animali Andrea Distefano hanno raccolto le richieste di chiarimento arrivate da associazioni e cittadini e hanno contattato Tullio Serges, dirigente del Servizio 15 – Servizio per il Territorio di Ragusa del Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale. Serges ha dato la propria disponibilità a incontrare le associazioni.

L’appuntamento sarà ospitato dal Comune e si terrà prima dell’inizio delle attività previste sul territorio. L’intento dell’amministrazione comunale è creare un momento nel quale possano essere spiegate le ragioni tecniche alla base degli interventi, le modalità operative e le procedure previste, dando contemporaneamente spazio alle osservazioni e alle eventuali proposte delle associazioni. Una posizione che il Comune presenta come un’azione di raccordo istituzionale, senza sovrapporsi alle competenze della Regione.

«Su un tema così delicato – affermano Cassì e Distefano – abbiamo ritenuto importante favorire un confronto diretto tra l’ente competente e le associazioni». Il dirigente regionale, dal canto suo, ha manifestato sorpresa per le reazioni suscitate dal provvedimento, ricordando che le attività derivano da norme e obblighi già previsti e che il Piano regionale per la gestione e il contenimento della fauna selvatica 2025-2029 è già stato approvato, pubblicato e sottoposto ai necessari pareri Ispra per le specie interessate.

Serges ha comunque riconosciuto la particolare sensibilità della questione, manifestando comprensione per il sentimento di affetto espresso da numerosi cittadini nei confronti dei daini, pur ribadendo la necessità di applicare quanto stabilito dal Piano regionale. Il confronto annunciato a Palazzo di Città potrebbe quindi diventare il primo passaggio per tentare di ridurre la distanza tra le posizioni.