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19 agosto 2026 - Aggiornato alle 19:56
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L'eruzione

Etna in tregua: si fermano le colate principali, nessuna esplosione dal cratere Voragine

L'aggiornamento dell'Ingv conferma l'arresto dei flussi a quota 3100 e 1900 metri e l'assenza di attività esplosiva. Si monitora un nuovo fronte lavico a 1550 metri.

19 Agosto 2026, 18:34

18:40

L'Etna si prepara per una tregua: l'allerta declassata da rosso ad arancione e attività esplosiva in diminuzione

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Osservatorio Etneo) segnala un generale rallentamento dell'attività vulcanica sull'Etna.

In base ai recenti rilievi termici e ai sopralluoghi effettuati in mattinata, gli esperti confermano che non è in corso alcuna attività esplosiva dal cratere Voragine, dal quale si sollevano unicamente sporadiche e deboli emissioni di cenere che si disperdono rapidamente nella zona sommitale.

Sul fronte dell'attività effusiva, la situazione appare in fase di stallo.

La colata lavica scaturita dalla bocca apertasi a 3100 metri di altitudine, nell'area superiore della Valle del Bove, ha definitivamente arrestato la sua corsa dopo un tragitto di circa 500 metri.

Un andamento analogo si registra per il flusso alimentato dalla bocca a 1900 metri: dopo aver percorso solo poche decine di metri rispetto alla giornata di ieri raggiungendo quota 1315 metri, il magma risulta ormai fermo e in evidente fase di raffreddamento.

L'unico elemento di dinamismo rilevato sul vulcano è rappresentato da un nuovo flusso lavico formatosi per sovrapposizione, il cui fronte attualmente attivo si attesta a circa 1550 metri di quota, nelle vicinanze di Rocca Musarra all'interno della Valle del Bove.