il caso
Allarme al pronto soccorso di Sciacca: anziano cardiopatico lascia l'ospedale dopo cinque ore d'attesa, Faraone chiede spiegazioni
Il deputato di Italia Viva: «La sanità si misura da ciò che accade quando un cittadino varca la porta di un ospedale»
Nuova segnalazione sulle criticità in un pronto soccorso agrigentino. Il deputato nazionale di Italia Viva, Davide Faraone, interviene dopo la denuncia dei familiari di un anziano cardiopatico con problemi respiratori.
L’uomo, arrivato alle 9:30 all'ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca con febbre alta persistente e difficoltà respiratoria, avrebbe atteso oltre un’ora per il triage e poi altre quattro ore senza informazioni né indicazioni sui tempi di presa in carico.
Secondo quanto riferito al parlamentare, il paziente ha deciso di abbandonare il presidio e tornare a casa, valutando di rivolgersi il giorno successivo a una struttura privata.
“Un malato fragile entra in un ospedale pubblico e ne esce senza essere assistito – afferma Faraone - non è accettabile”.
L'esponente politico definisce l’episodio una netta sconfitta per la sanità pubblica.
Il deputato ha annunciato una richiesta formale di chiarimenti alla direzione dell’ospedale e all’Asp di Agrigento, chiedendo dati su tempi e modalità del triage, dotazione del personale in turno, condizioni igieniche e motivazioni della chiusura del bar interno dal 12 al 17 agosto, segnalata come ulteriore disagio per utenti e familiari.
Per Faraone, la vicenda evidenzia un problema strutturale: “La sanità si misura da ciò che accade quando un cittadino varca la porta di un ospedale. A Sciacca un uomo è entrato chiedendo cure ed è uscito cercando un privato. Qualcuno dovrà spiegare il perché”.