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20 agosto 2026 - Aggiornato alle 11:26
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la spiegazione

Nuove regole sui soccorsi, in alcuni casi verrà chiesto il pagamento: il vademecum della Finanza

Le Fiamme gialle, spesso impegnate in queste attività, anche in contesti difficili come quello dell'Etna, hanno voluto precisare cosa comportano le novità

20 Agosto 2026, 09:22

09:30

Soccorso alpino sull'Etna per due giovani pugliesi

Sono entrate in vigore nuove disposizioni per gli interventi di soccorso: chi provoca volontariamente, o con condotta gravemente imprudente, una situazione che rende necessario il soccorso dovrà farsi carico dei relativi costi. Lo stesso principio si applica a chi richiede un intervento senza un’effettiva necessità o in assenza di un giustificato motivo.

La Guardia di finanza, spesso impegnata in queste attività, anche in contesti difficili come quello dell'Etna, ha voluto precisare cosa comportano le novità. Non è previsto alcun pagamento generalizzato. Chi si trova in pericolo, o tema concretamente per l’incolumità di un’altra persona, deve continuare a chiedere aiuto senza esitazioni.

Il pagamento non sarà automatico: il soccorso verrà sempre prestato e soltanto al termine delle operazioni saranno ricostruite e valutate le circostanze che hanno determinato l’intervento. Gli interventi possono protrarsi per molte ore e richiedere un impiego rilevante di personale e mezzi.

Una chiamata immotivata non è dunque priva di conseguenze: può impegnare risorse che, nello stesso momento, potrebbero essere necessarie per assistere chi è realmente in pericolo. L’obiettivo delle nuove regole non è scoraggiare le richieste di aiuto, ma evitare segnalazioni superficiali o prive di concreta motivazione. In questo modo si tutelano le risorse pubbliche e, soprattutto, la capacità di risposta dell’intero sistema di soccorso.

Quando una persona è in pericolo, ogni minuto può fare la differenza. Per questo è essenziale che il sistema di soccorso intervenga con rapidità e concentri i propri mezzi sulle situazioni di effettiva urgenza.

La Guardia di Finanza, insieme alle altre istituzioni militari e civili, contribuisce al dispositivo nazionale di ricerca e salvataggio operando in mare, in montagna, nelle aree più impervie e in occasione di calamità o altre emergenze, mettendo a disposizione personale specializzato, unità cinofile, automezzi, elicotteri, aerei, droni e unità navali.