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La faglia che fa "ballare" l'Etna, 13 scosse in due giorni: come funziona la Pernicana, da 2mila metri al mare

Attraversa tutto il versante nord-orientale del vulcano, ma solo una parte è sismogenetica. E si può attivare in molti casi. La spiegazione dei ricercatori dell'Ingv

20 Agosto 2026, 13:53

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faglia pernicana

La protagonista è sempre la faglia Pernicana, che attraversa per 20 chilometri il versante nord orientale dell'Etna, da 2mila metri fino a mare. Stamattina due nuove scosse di terremoto si sono registrate nel territorio di Linguaglossa. La prima, di magnitudo 3.1, è stata sentita dagli abitanti fino a Randazzo. La seconda, di appena 1.8, è passata in sordina. Si sommano alle undici scosse che hanno segnato il giorno di Ferragosto. In quel caso la magnitudo massima è arrivata a 3.8 e si sono create diverse fratture nel luogo dell'epicentro: tra il rifugio Brunek e lo chalet Clan dei Ragazzi lungo la strada Mareneve. Stamattina invece non si è registrato nessun danno fortunatamente. Sia per la minore potenza sprigionata, sia perché l'epicentro è stato più su: nella zona di Monte Nero a Piano Provenzana, dove non ci sono strade né case, solo lava. 

Quello della Pernicana è sostanzialmente un sistema di faglie, riconducibile ad un unico lineamento tettonico che parte da Piano Provenzana, dove si raccorda con il Rift di Nord-Est (un sistema tettonico e di fratture, epicentro delle scosse di oggi) e va a finire a Fondachello, nel mare del Comune di Mascali. «Questa struttura - spiega Alessandro Bonforte, primo ricercatore dell'Ingv - si muove costantemente di 2,5-3 centimetri l'anno, è un movimento legato allo scorrimento verso mare del fianco orientale del vulcano. Agisce da binario che svincola e fa scorrere la parte "mobile" rispetto alla parte ferma». 

A pilot GIS database of active faults of Mt. Etna (Sicily): A tool for integrated hazard evaluation


Questo significa che la faglia rischia di generare terremoti anche in zone urbanizzate a quote più basse? No, perché solo la parte occidentale, da Piano Provenzana fino a Piano Pernicana, è sismogenetica, cioè può provocare scosse, mentre la parte fino al mare, pur muovendosi alla stessa velocità, non è sismica, si muove per "creep", cioè spostamenti silenziosi.

Sulla parte sismogenetica sono decine i terremoti registrati negli ultimi 45 anni. «Questa sismicità - precisa Raffaele Azzaro, dirigente di ricerca sismologo dell'INGV-Osservatorio Etneo - si verifica sia durante i periodi di attività eruttiva del vulcano, che in periodi di quiete e questo spiega perché questa faglia sia la più attiva dell'Etna. Complessivamente si tratta sempre di terremoti estremamente superficiali che generalmente non superano il chilometro di profondità e con magnitudo massime che giungono sino a 4.7».

«Quindi - ricorda Bonforte - questa struttura è sensibile anche alle dinamiche magmatiche ed eruttive, che possono interferire, accentuare o sollecitare lo scorrimento del fianco orientale più "mobile" rispetto al fianco settentrionale». I movimenti sulla faglia, cioè, possono anche essere sollecitati dal "rilassamento" dell'edificio o dalla spinta. «Nel 2015 dopo i violenti parossismi della Voragine, che hanno provocato una rapida deflazione (sgonfiamento) del vulcano, la Pernicana si mosse sempre a causa della maggiore mobilità del fianco orientale che si abbassò di più rispetto l fianco settentrionale. Mentre nel 1994, caso completamente opposto, si registrò ad esempio un movimento inverso, provocato dall'inflazione del vulcano che, sempre per la maggiore mobilità, causò il sollevamento del fianco orientale rispetto a quello settentrionale».

Le scosse di Ferragosto e di oggi coincidono con momenti in cui l'Etna è tornato in stato di apparente quiete. Sembrerebbe dunque che in questo caso le scosse avvengano in coincidenza di una deflazione, del ritorno di magma nei condotti. «In realtà - precisa Azzaro - non sappiamo se sono aggiustamenti di stress tettonici a causa di quanto avvenuto sul vulcano o se invece si tratta del fenomeno di larga scala di scivolamento del versante orientale. È un momento interlocutorio, vedremo come evolve, ma non c'è nessuna anomalia. Sono dinamiche che si ripetono e che conosciamo».