Cronaca
Dai soldi del motoscafo in avaria a Casuzze al pestaggio di uno dei personaggi coinvolti nell'intricata vicenda
Il giornalista d'inchiesta Giuseppe Bascietto compie un altro passo in avanti nella storia che coinvolge nuovi criminali
La vicenda che coinvolge Denny Lalollari segna una svolta nell’inchiesta del giornalista Giuseppe Bascietto: per la prima volta la trama criminale, ricostruita finora attraverso movimenti, depositi, rotte e relazioni, non si manifesta soltanto nelle sue dinamiche operative, ma si imprime sul corpo di un uomo.
Secondo fonti riservate, Lalollari avrebbe capito che quell’incontro non si sarebbe chiuso con le parole quando gli uomini di fronte a lui hanno smesso di parlare e hanno cominciato a stringerglisi attorno, precludendo ogni via di fuga. I primi pugni al volto lo avrebbero fatto cadere; una volta a terra, la violenza sarebbe proseguita con calci allo stomaco e alla schiena.
Quell’aggressione, però, non sarebbe soltanto un episodio di brutalità. Le stesse fonti la collocano dentro una tensione più ampia: Lalollari sarebbe divenuto un punto di esposizione, un varco attraverso cui osservare persone, luoghi, mezzi e relazioni. In un sistema fondato sulla compartimentazione e sulla rigida separazione dei ruoli, nessuno può trasformarsi nella porta che consente di ricostruire l’intera filiera. Quando troppi passaggi finiscono per ruotare attorno alla stessa figura, quella figura diventa una vulnerabilità.
In questo quadro, il pestaggio assume un significato ulteriore: non solo un avvertimento diretto, ma un ordine rivolto al resto del circuito, un segnale che qualcosa nella distribuzione dei territori e delle attività deve essere ridisegnato. Lalollari viene portato via dagli amici, ferito e stordito, mentre il messaggio veicolato dalla violenza comincia già a circolare oltre il suo corpo.
Il rovesciamento è netto. Qualche anno prima, secondo un’ordinanza del Gip di Ragusa del 24 gennaio 2020, Lalollari avrebbe intimato a un uomo di lasciare Comiso: «Devi andare via da Comiso, altrimenti ti ammazzo. Anzi, ti taglio la testa». Allora era lui a imporre la mappa. Oggi, invece, sarebbe la mappa a imporre la sua posizione: attività, mezzi e uomini si starebbero spostando verso Comiso e Santa Croce Camerina, ricollocando incontri e passaggi operativi lontano da un nome divenuto troppo riconoscibile.
Non si tratterebbe del trasloco di un’unica organizzazione, ma della redistribuzione di funzioni differenti, riallocate in aree capaci di assorbire operazioni senza renderne evidente il legame: campagne, capannoni, abitazioni isolate, vie di collegamento con la costa, borgate marinare, strade secondarie.
Comiso e Santa Croce emergono come spazi complementari, dove un carico può transitare dal mare all’entroterra in pochi chilometri.
La geografia, però, non si ferma alla provincia di Ragusa. Malta torna nella storia non come prova di un collegamento diretto con il motoscafo rimasto in avaria davanti a Casuzze, ma come spazio relazionale in cui denaro, uomini e canali di approvvigionamento entrano in contatto con il Sud Est siciliano.
La ricorrenza degli stessi territori – Malta, Casuzze, Santa Croce, Comiso, Vittoria – non dimostra l’esistenza di un’unica rete, ma delinea una mappa di località che continuano a offrire condizioni operative simili.
È proprio la scena di Casuzze a restituire il senso più profondo dell’inchiesta: il motoscafo spinto a riva dal guasto, i borsoni con circa settecentomila euro, la corrente che trascina ciò che avrebbe dovuto restare nascosto. Uno squarcio che consente di osservare una trama che normalmente rimarrebbe invisibile.
Il guasto del motoscafo e la sovraesposizione di Lalollari sono episodi diversi, ma raccontano la medesima fragilità: un sistema fondato sulla discrezione diventa vulnerabile quando qualcosa smette di funzionare. Una barca destinata a restare al largo si rende visibile quando il motore si ferma; un uomo diventa un rischio quando troppi sguardi si concentrano su di lui.
L’inchiesta di Giuseppe Bascietto segue queste tracce senza sovrapporle né confonderle, ma osservando come tornino a occupare la stessa cornice geografica: il tratto di mare tra Malta e la Sicilia, le borgate costiere, le campagne di Santa Croce, i magazzini di Comiso, i piazzali di Vittoria. Luoghi che, presi singolarmente, paiono separati; osservati insieme, delineano il profilo di una rete che, per un istante, è uscita dall’ombra.