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emergenza

L’appello di Tony Saccà: «Quando manca il sangue la mia terapia si dimezza»

Il presidente dell’ente di Messina vicino a centinaia di talassemici evidenzia come l’estate sia il periodo peggiore perché calano i donatori

20 Agosto 2026, 22:59

23:00

L’appello di Tony Saccà: «Quando manca il sangue la mia terapia si dimezza»

«A Messina manca il sangue. E quando manca, la mia terapia si dimezza». Parte da qui l’accorato appello di Tony Saccà, presidente di Fasted Messina Ets, ente da anni vicino a centinaia di talassemici in tutta la provincia: 140 in tutto, tra di loro anche bambini di uno o due anni. Per loro le trasfusioni sono salvavita.

«Un talassemico - spiega Saccà - ha bisogno in media di una trasfusione di due sacche di sangue ogni 15-20 giorni. Quando il sistema va in crisi la terapia si dimezza». E l’estate è il periodo peggiore. I donatori diminuiscono e il grande caldo di questi mesi ha peggiorato la situazione. Ma la talassemia non va in vacanza. Rispetto a quattro anni fa - riferisce Saccà - la situazione è notevolmente migliorata. In passato la terapia veniva dimezzata da giugno ad agosto, oggi questo avviene massimo 1 o 2 settimane l’anno, quando il sistema entra in crisi». E l’emoglobina scende.

Gli appelli, l’ultimo quello dell’attore Ninni Bruschetta sui canali dell’associazione, sono fondamentali, ma la necessità è quella di organizzare le donazioni e creare una rete capillare che copra il fabbisogno 365 giorni l’anno. Ed è qui che il problema diventa culturale. «Oggi a Messina il trend delle donazioni è in crescita - spiega Basilio Buttà, presidente della sezione comunale dell’Avis - Negli ultimi tre anni siamo cresciuti di circa 300/400 sacche. Quest’estate, però, abbiamo sofferto un po’ di più».

L’Avis in questo momento ha una convenzione con il Policlinico universitario "Gaetano Martino" al quale convergono le sacche di sangue raccolte. «Nonostante la carenza - spiega la professoressa Eugenia Quartarone, responsabile del centro trasfusionale del Policlinico universitario - siamo riusciti a garantire le trasfusioni per tutti i talassemici che afferiscono al centro. Martedì e mercoledì abbiamo avuto qualche giorno di difficoltà, ma la situazione sta via via normalizzandosi».

Ma la crisi si sente. «Il grande caldo - spiega Quartarone - ha scoraggiato chi ha livelli di emoglobina borderline». E mentre calano i donatori il fabbisogno resta altissimo.

Solo per ciò che riguarda le emazie, senza plasma e piastrine, ogni anno il Policlinico universitario, che rifornisce anche l’ospedale Piemonte e le case di cura private, ha un fabbisogno di circa 11mila sacche. La struttura è autonoma al 65%, tra donatori che afferiscono direttamente al trasfusionale e donatori Avis. Il resto lo gestisce la Regione che compensa con i vari centri, come quello di Ragusa, centro di eccellenza europeo, che ad agosto però entra a sua volta in crisi. Policlinico e Avis riescono a raccogliere circa 6.500 sacche di sangue ogni anno - conclude Quartarone - Una goccia nel mare in una città come Messina che vanta 218mila abitanti.

E al problema culturale si aggiunge quello della mancanza di centri di raccolta autonomi. Solo l’Avis ne possiede uno. Il Papardo può contare sul prezioso lavoro dei volontari della Croce Rossa, che svolgono attività di sensibilizzazione ma non effettuano raccolte sangue. «L’80% delle sacche che il Papardo utilizza proviene dal centro di Ragusa e solo un 20% da donatori che afferiscono al trasfusionale - spiega la dottoressa Claudia Rizzo, responsabile del trasfusionale della struttura - ed il problema è culturale. È vero che l’estate è un momento di crisi, ma non guarderei con troppa attenzione a quello che è l’andamento delle donazioni nel mese di agosto, quando il calo è fisiologico. Mi preoccupa, invece, ciò che avviene nel mese di dicembre quando, mentre si diffonde la cultura del dono, Messina non riesce a dare il colpo d’ala e ad aumentare il numero delle donazioni».

Da qui l’obiettivo di potenziare le campagne di sensibilizzazione e investire su nuovi centri di raccolta. In fase di valutazione la possibilità di realizzare un punto fisso al Piemonte.