Il caso
Siracusa la più cara della Sicilia: colpa di Ortigia?
Turisti segnalano conti da 8€ per due granite fino a 45€ per colazione; il problema coinvolge ristorazione e bar del centro storico.
Se Siracusa è la città più cara della Sicilia, lo deve ai prezzi folli in Ortigia per ristorazione e bar». Arturo Linguanti, per 20 anni presidente della Confesercenti, conferma le cifre folli lamentate da alcuni avventori che in un bar dell'Isola si sono visti presentare un conto di 8 euro per due granite, e in un altro caso 15 euro per due bitter. Come a dire, bella come Venezia, ma più cara in proporzione e - dati i disservizi degli ultimi mesi - almeno nella città delle gondole l'acqua c'è.
Sui siti specializzati nell'accogliere le recensioni degli avventori, esiste un caso limite dove lo scrivente asserisce che in un bar prossimo a piazza Duomo per tre granite con panna, due mezze minerali, una brioche e tre caffè avrebbe pagato 45 euro, un altro - in un esercizio diverso - 31 euro per un caffè, una granita con brioche e due sfoglie e una bottiglietta d'acqua, un altro ancora 15 euro per un caffè, un cappuccino e due cornetti.
Spesso gli avventori segnalano che quando si ordina ai tavolini esterni nel centro storico i prezzi non sarebbero esposti a dovere. Eppure «c'è il decreto legislativo 114 del 1998, per la quale i bar devono esporre anche all'esterno i prezzi dei prodotti in maniera perfettamente visibile, pena una sanzione di oltre 500 euro» ricorda Linguanti, che aggiunge: «Ad Ortigia quasi nessuno li espone, e gli avventori si beccano la brutta sorpresa». A raccontare una storia diversa è Stefano Gentile, presidente del comparto ristorazione di Cna, che parla di casi isolati «e da isolare, ma anche dell'esagerazione di avventori abituati ai prezzi della provincia, dove una granita magari costa 1 euro e 50». La media ortigiana di una granita con brioche sarebbe 5 euro, caffè al banco 1.20, al Duomo 2 euro, «ma non parliamo di cifre folli». Se qualche esercente “sforasse” facendo il furbo, aumentando i prezzi, a detta dei bar virtuosi a risentirne sarebbe lo stesso esercizio, perché la seconda volta il turista non tornerebbe.