Guerra
Ucraina, Zelensky rivendica attacchi in profondità in Russia. E a Berlino scoperto un deposito segreto di armi
Si allarga il raggio delle operazioni ucraine contro obiettivi strategici russi. Il presidente ha dichiarato che, nella serata di ieri, le forze di Kiev hanno colpito una raffineria di petrolio a Perm, a oltre 1.600 chilometri dal confine con l’Ucraina, e la base aerea militare di Marinovka, nella regione di Volgograd
«Le conseguenze della guerra devono ritornare da dove sono venute», ha scritto Zelensky su X, ribadendo la linea adottata dall’Ucraina: colpire infrastrutture energetiche e militari considerate fondamentali per sostenere lo sforzo bellico russo. La rivendicazione del presidente ucraino si inserisce in una fase caratterizzata dall’intensificazione degli attacchi con droni a lungo raggio contro impianti industriali, depositi logistici e basi militari situati nelle regioni più interne della Federazione Russa. Le autorità russe non hanno fornito, al momento, un bilancio dettagliato dei possibili danni provocati dai raid. Come accade frequentemente nel conflitto, le informazioni provenienti dalle parti coinvolte non risultano immediatamente verificabili in modo indipendente.
Nel frattempo, in Germania, le autorità di sicurezza hanno scoperto un presunto deposito clandestino di armi nei pressi di Berlino. Secondo quanto riferito da NDR, WDR e Süddeutsche Zeitung, il materiale sarebbe stato trovato alla fine dell’estate scorsa in un’area boschiva, dopo una segnalazione. Gli investigatori sospettano che le armi possano essere di origine russa e che fossero destinate a persone incaricate di compiere attentati.
L’Ufficio federale per la protezione della Costituzione ritiene che il deposito possa essere stato allestito su incarico dei servizi segreti russi. Nell’ambito dell’inchiesta, un sospettato è stato arrestato in Romania. Le indagini proseguono per chiarire la provenienza delle armi, la rete di eventuali complici e i possibili obiettivi delle azioni pianificate.
I due episodi alimentano l’allarme europeo sulla crescente dimensione internazionale del conflitto e sul rischio di operazioni clandestine oltre il teatro di guerra.