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la storia

Davide Faraone: «Gli insulti a mia figlia Sara per le foto sui social? Mostriamo la felicità contro i pregiudizi»

La bella lettera del deputato di Italia Viva in cui risponde agli insulti degli odiatori social sulla figlia autistica. «Non ci chiuderanno in casa. Non nasconderemo i nostri figli per risparmiare agli altri la fatica di incontrare la diversità». Solidarietà bipartisan

21 Agosto 2026, 16:58

17:00

Davide Faraone: «Gli insulti a mia figlia Sara per le foto sui social? Mostriamo la felicità contro i pregiudizi»

Scatti di una vacanza al mare che diventano oggetto di odio social. E’ successo a Davide Faraone, palermitano, presidente dei senatori di Italia Viva, e alla figlia Sara, 23, una forma di autismo diagnosticata da quando aveva due anni. A Faraone, che in una lettera al Corriere della Sera ha invitato anche gli altri genitori di figli con disabilità a non avere paura, arriva la solidarietà delle colleghe, dei colleghi, di tutti gli schieramenti politici, delle istituzioni e anche della Regione Siciliana.


«Io e Davide Faraone sediamo in schieramenti opposti e non condividiamo tante cose. Ma conosco bene l’uomo e conosco il padre amorevole che è. E proprio per questo trovo disgustosi, vigliacchi e miserabili gli attacchi social dei soliti conigli da tastiera che hanno preso di mira lui e Sara», dice la vicepresidente del Senato di FI Licia Ronzulli. Mentre da FdI Ester Mieli sottolinea che le foto sono «bellissime» e «alcuni dei commenti apparsi sui social sono vomitevoli, pieni di odio e cattiveria. A doversi - aggiunge - vergognare sono gli odiatori».

«Ho voluto sentire personalmente Davide Faraone già ieri, subito dopo aver letto le sue parole, per esprimergli la mia vicinanza e quella di tutta la Regione siciliana - commenta il presidente Schifani -  Quanto accaduto è inaccettabile: nessuna famiglia dovrebbe sentirsi in dovere di giustificare la propria serenità, tantomeno per la disabilità di una figlia. Le parole di Davide sono un messaggio di forza e di amore che fa onore a lui e a Sara, e che deve far riflettere chi ancora oggi giudica e discrimina chi è diverso»


Sul Corriere Faraone aveva scritto che «Non ci chiuderanno in casa. Non nasconderemo i nostri figli per risparmiare agli altri la fatica di incontrare la diversità. Andremo al mare, al ristorante, in vacanza, per strada. Faremo fotografie. Rideremo. Vivremo. E se la nostra felicità disturba qualcuno, temo che dovrà farsene una ragione. Perché Sara non ha niente di cui vergognarsi. E io, di essere suo padre, sono immensamente felice». 

«Ho pubblicato sui miei social alcune foto al mare con mia figlia Sara. Foto di una vacanza, di un padre e di una figlia che stanno bene insieme. Le pubblico perché mi piace condividere la nostra felicità e perché so che, dall’altra parte dello schermo, ci sono genitori che stanno vivendo la nostra stessa esperienza. Magari hanno ricevuto da poco una diagnosi, magari hanno paura del futuro, magari qualcuno gli ha fatto credere che da quel momento la felicità sarebbe stata una cosa per gli altri. E invece no. Naturalmente, insieme all’affetto di tantissime persone, è arrivata anche la consueta sputacchiera social. Io ci sono abituato. Faccio politica e ormai so che per qualcuno insultare è un passatempo meno costoso di una partita a padel. Ma stavolta hanno insultato Sara. E allora vale la pena rispondere. Non per loro. Per noi». Inizia così la lettera di Davide Faraone sul Corriere della Sera. 

Il deputato di Italia Viva elenca alcuni degli insulti social ricevuti. «Uno ha scritto: 'Sembra un uomo". Un altro ha scritto: "Che scherzi fa la natura". Nessuno scherzo. Gli scherzi, semmai, glieli faccio io per sentirla ridere. E vi assicuro che quando ride Sara la natura sembra aver fatto benissimo il proprio mestiere. Mia figlia è semplicemente una delle infinite forme in cui la natura ha deciso di esprimersi. Lo scherzo, semmai, è pensare che esista un solo modo giusto di nascere, di vivere, di essere felici e di meritare amore. Poi: "Sua figlia ha problemi dalla nascita". No. Sara ha una disabilità dalla nascita, non è "un problema" dalla nascita. Le parole contano. I problemi sono gli ostacoli che incontra, i pregiudizi che subisce e, qualche volta, lo sguardo di chi vede prima la disabilità e poi la persona. Sara è Sara. Ed è molto di più di una diagnosi. E infine: "Mi sono spaventata. Tale padre, tale figlio". Mi dispiace per lo spavento. Noi, guardando quella fotografia, abbiamo sorriso. È una differenza non piccola: nella stessa immagine qualcuno riesce a vedere qualcosa di cui avere paura e noi vediamo una giornata felice. Non si spaventi per Sara. Sara vive, ride, nuota, mangia, si diverte. Si preoccupi piuttosto di ciò che riesce a scrivere una persona adulta davanti alla felicità degli altri. E comunque stia tranquilla: la disabilità non è contagiosa. La cattiveria, purtroppo, qualche volta sì.

Il punto, scrive ancora Faraone, è che «c'è ancora chi pensa che una famiglia con una persona con disabilità debba vivere sottovoce. Che debba nascondersi un po', mostrarsi il meno possibile, quasi chiedere scusa. E soprattutto che debba essere necessariamente infelice. Mi spiace deluderli. Noi siamo felici. Non sempre, naturalmente. Come tutti. Abbiamo avuto giorni durissimi, paure, stanchezza, ostacoli che molte famiglie non devono affrontare. Ma chi ci reputa infelici non ha capito una cosa molto semplice: non esiste una sola forma di felicità. Io con Sara ne ho imparata un’altra. Ho imparato che la felicità può essere conquistare una piccola autonomia che per altri è scontata. Può essere una risata arrivata dopo una giornata complicata. Può essere stare al mare insieme, camminare, fare una fotografia. Può essere riuscire a entrare per qualche minuto nel suo mondo e accorgersi che non è affatto più povero del nostro: semplicemente segue altre strade. Per questo continuerò a pubblicare le nostre foto».