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l'emergenza

Catania tra nuova allerta caldo, terreni abbandonati e piromani

I volontari: «Niente allarmismi, ma il contributo dei cittadini e dei residenti è fondamentale per protegge il territorio»

22 Agosto 2026, 08:45

Catania tra nuova allerta caldo, terreni abbandonati e piromani

Non calano attenzione, sopralluoghi e avvistamenti nelle squadre della Protezione Civile catanese. Accade di norma, ma soprattutto in estate e ora in particolare «perché è prevista una nuova ondata di caldo a cavallo tra fine agosto e inizio settembre. Ed è la condizione “ideale” per i piromani per entrare in azione».

A dirlo è Massimo Sorace, della squadra Esaf (Ente Salvaguardia Ambiente e Foreste) Cod 200 di Sant'Agata Li Battiati, presieduta da Rosario Sciuto e gemellata con la Vab (Squadra Antincendio Boschivo) oltre che colonna mobile a livello nazionale. Una delle tante realtà presenti sul territorio sempre pronte ad intervenire. «Non si intende creare allarmi - precisa subito - piuttosto maggiore consapevolezza. Tutte le ondate di caldo sono pericolose, sia per un fattore umano e fisiologico che richiede particolari precauzioni, sia per una questione di prevenzione perché è con le alte temperature che si intensificano i controlli nei punti più sensibili dei territori, quelli che i piromani conoscono bene, sfruttano e diventano ancora più pericolosi se in presenza di venti di scirocco».

Punti sensibili che «non mancano nella provincia etnea, come in tutte le altre province, dove facciamo i conti con terreni in stato di semi abbandono o abbandonati. Nelle aree demaniali è la Forestale ad occuparsi attivamente dei viali tagliafuoco, che sono la base della prevenzione, ma a livello urbanistico i problemi restano diversi, dalla manutenzione della vegetazione allo scarso controllo anche contro la creazione di cumuli di rifiuti».

Non è la sola criticità, «nelle città ad esempio non sempre ci sono gli attacchi diretti con gli idranti a colonna, non esiste una mappatura degli idranti stessi e quelli che ci sono a volte non sono funzionanti perché vengono rubati i tappi di ferro o risultano manomessi. Molte volte dobbiamo chiamare in supporto le autobotti da 6 o 12 mila litri che si piazzano dove riescono senza creare pericoli per rifornire gli altri mezzi, come è successo proprio questa estate alla zona industriale».

Un ruolo importante lo possono svolgere gli stessi cittadini, che sono parte integrante del sistema di protezione civile. «Certamente. Possono aiutarci nella segnalazione al numero di emergenza 112 di sospetti piromani e in caso di avvistamento di fumate. Tra le cose che non si devono fare rientra il non ostacolare l'intervento specie nelle fasi concitate e in particolare sul fronte fiamma: capiamo la preoccupazione legittima di voler preservare una abitazione piuttosto che un'auto, ma non avendo la preparazione e l'abbigliamento adeguati si può mettere a repentaglio se stessi e gli altri. Piuttosto diventa importante indicare un punto di approvvigionamento costante di acqua, anche un tubo da giardinaggio, per consentirci di riempire i nostri moduli che hanno una capienza di 400 litri». «Gli incendi si spengono anche con i mezzi aerei - conclude - ma i canadair appartengono ad aziende private, mentre c'è una grave carenza degli elicotteri della Forestale della flotta aerea regionale».