Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
21 agosto 2026 - Aggiornato alle 22:18
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Agrigento

Terremoto al Teatro Pirandello: si dimette l'intero Cda, nessun dialogo con il Comune

La decisione scaturisce da un netto scontro istituzionale e da un prolungato silenzio da parte della nuova amministrazione comunale

21 Agosto 2026, 22:18

22:20

Teatro Luigi Pirandello

Teatro Luigi Pirandello

Terremoto ai vertici della Fondazione Teatro Luigi Pirandello di Agrigento, dove il Consiglio di Amministrazione ha rassegnato le proprie dimissioni anticipate, abbandonando l'incarico tre mesi prima della naturale scadenza del mandato prevista per fine novembre 2026. La decisione scaturisce da un netto scontro istituzionale e da un prolungato silenzio da parte della nuova amministrazione comunale capitanata dal sindaco Michele Sodano.

Nonostante la scadenza imminente, i vertici uscenti avevano cercato un confronto immediato con il primo cittadino subito dopo l'insediamento della nuova giunta, con l'obiettivo di concertare un passaggio di testimone ordinato e non traumatico per l'ente teatrale. Il Cda ha sottolineato come la gestione della macchina teatrale richieda programmazione a medio e lungo termine, sia sul piano della direzione artistica sia su quello organizzativo.

I punti di frattura tra la governance del teatro e la giunta comunale sono molteplici e toccano nodi cruciali per la vita dell'istituzione. Il primo elemento critico riguarda la stagione teatrale 2026-2027: l'organo direttivo aveva già presentato la programmazione in tarda primavera, in linea con i principali teatri nazionali, ma il ritardo nelle risposte di Palazzo dei Giganti ha paralizzato l'avvio della campagna abbonamenti. Un ritardo aggravato dalla scopertura del ruolo di addetto stampa, sfitto dal primo luglio scorso. Per rispetto istituzionale nei confronti della nuova giunta, il CdA aveva persino congelato l'avviso pubblico per la selezione di un nuovo portavoce, manifestando la totale disponibilità a condividere le decisioni cruciali per lo scorcio finale di mandato, senza però ricevere alcun fattivo riscontro.

Analogo stallo si registra sul fronte organizzativo e gestionale. La Fondazione soffre da tempo la progressiva carenza di personale comunale, un tempo ossatura contabile, amministrativa e tecnica della struttura, elemento che consentiva di contenere i costi d'esercizio. La carenza organica ha reso indispensabile il ricorso a risorse esterne. Per ovviare a queste carenze, la governance uscente aveva strutturato una proposta trasparente per la selezione dei profili mancanti, ipotizzando una commissione di valutazione tripartita e bipartisan composta da un rappresentante del Comune, uno della Regione Siciliana e uno della Fondazione. L'assenza di risposte da parte del sindaco ha spinto il CdA a congelare anche i bandi di manifestazione d'interesse e a bloccare le richieste di utilizzo del teatro da parte di soggetti terzi, in attesa di comprendere le reali intenzioni della nuova compagine amministrativa.

Nelle motivazioni che accompagnano la lettera d'addio, i consiglieri uscenti hanno tracciato un bilancio delle attività svolte sotto la propria guida, rivendicando di aver trasformato la struttura agrigentina nel terzo polo teatrale della Sicilia. Tra i successi rivendicati figurano la creazione della biglietteria online, la presenza nei cartelloni di grandi nomi del panorama artistico nazionale (da Michele Placido a Sergio Castellitto, passando per Edoardo Leo e Sergio Rubini), i grandi eventi extra cartellino con artisti del calibro di Claudio Baglioni e Giovanni Allevi, e le collaborazioni con la Prefettura, l'Archivio di Stato e il Conservatorio Toscanini. A ciò si aggiungono le iniziative territoriali come le visite teatralizzate curate da Marco Savatteri, il progetto "Agrigento Città-Teatro", eccetera.

Constatata l'impossibilità di proseguire un dialogo costruttivo e in assenza delle garanzie minime per la continuità operativa, i componenti del consiglio d'amministrazione e il presidente Alessandro Patti hanno scelto di rassegnare le dimissioni irrevocabili, lasciando aperta la partita del rinnovo della governance dell'ente culturale.