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Il processo all'ex assessore regionale Colianni per violenza su una 14enne torna in Corte d'Appello
La Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza di secondo grado con cui l'ex politico autonomista era stato condannato a 8 anni e 8 mesi
La Cassazione ha annullato la sentenza di appello con rinvio, che aveva condannato a 8 anni e otto mesi l'ex assessore regionale alla famiglia in Sicilia, Paolo Colianni, medico e psicoterapeuta, imputato per violenza sessuale su una ragazzina di 14 anni, sua paziente.
Il processo deve tornare quindi in Corte d'Appello. Nel corso del giudizio di secondo grado, la difesa di Colianni aveva chiesto l’accesso a un percorso di giustizia riparativa, ma la richiesta era stata respinta. E la condanna a 8 anni e 8 mesi, se definitiva, avrebbe spalancato le porte del carcere all'ex politico, padre dell'attuale assessore regionale all'Energia Francesco Colianni. Sollevando dubbi proprio su questo argomento, la Cassazione decide adesso di rispedire l'imputato davanti alla Corte d'Appello.
Colianni era stato arrestato ai domiciliari nel gennaio del 2024. La famiglia aveva denunciato lo psicoterapeuta dopo che la ragazzina aveva raccontato il proprio disagio agli insegnanti della scuola che frequentava. Dall'istituto era partita la segnalazione. Durante il processo l'ex politico ammise le responsabilità.
In primo grado, con rito abbreviato, fu condannato a 5 anni e 4 mesi, grazie alla concessione delle attenuanti generiche. Dopo questa condanna, Colianni aveva trascorso un periodo ai domiciliari; nel giugno 2025, su richiesta della Procura di Enna, il Gup ha disposto la revoca della misura, ritenendo cessate le esigenze cautelari. In secondo grado, invece, le attenuanti non furono riconosciute. E la pena lievitò a 8 anni e 8 mesi, con l'aggravante dell'abuso di autorità. Lo psicoterapeuta ha già versato 60mila euro a titolo di acconto sul risarcimento danni.
Secondo gli atti d’indagine e quanto ricostruito nelle udienze, gli abusi sarebbero avvenuti durante le sedute di psicoterapia. Agli atti sono confluiti messaggi e contenuti multimediali ritenuti rilevanti dagli inquirenti, mentre la minore è stata ascoltata in incidente probatorio.
Colianni è stato assessore regionale alla Famiglia nel governo Cuffaro del 2006 e deputato eletto nelle liste del Movimento per l'autonomia.
