La lotta
Messina, via Seminario Estivo è tornata ad essere una discarica abusiva
Nelle scorse settimane le fototrappole avevano già identificato uno “zozzone”
Era stato individuato dalle telecamere mentre abbandonava rifiuti. Un comportamento reiterato che aveva contribuito a trasformare via Seminario Estivo, nel quartiere Giostra, in una delle principali discariche abusive della città.
L’uomo è stato fermato, le immagini delle fototrappole hanno consentito di risalire al responsabile e l'area è stata nuovamente bonificata. Ma, a distanza di giorni, la situazione è tornata praticamente al punto di partenza. I rifiuti continuano ad accumularsi lungo la strada, nonostante i controlli e le operazioni di pulizia. Sacchi di indifferenziata, vecchi mobili ed elettrodomestici, ingombranti, materiali di risulta e soprattutto inerti provenienti da lavori edili fanno bella mostra di sé ai margini della carreggiata. Una scena che si ripete con una puntualità ormai disarmante. Il caso dello “zozzone” individuato dalle telecamere avrebbe dovuto rappresentare un segnale importante nella lotta al fenomeno. Le tre fototrappole installate nella zona sono state utilizzate proprio per identificare chi scarica illegalmente i rifiuti. Eppure, nonostante l'intervento e le successive bonifiche, via Seminario Estivo rimane una discarica a cielo aperto.
È questo il paradosso che da anni caratterizza la zona. Messinaservizi interviene, rimuove i rifiuti e restituisce temporaneamente decoro all'area. Poi, nel giro di poco tempo, i cumuli ricompaiono. Ogni nuova discarica abusiva significa una nuova bonifica. La società partecipata di Palazzo Zanca che gestisce il servizio deve impiegare uomini e mezzi per rimuovere materiali che non avrebbero mai dovuto essere abbandonati in quel luogo. Gli operatori destinati alla raccolta ordinaria vengono, in determinati casi, utilizzati per gli interventi straordinari, con conseguenze sull'organizzazione complessiva del servizio. Ancora più complesse e costose sono le operazioni di rimozione degli inerti e dei materiali provenienti dai cantieri, che richiedono mezzi specifici e procedure adeguate.
Il risultato è un circolo vizioso: l'area viene bonificata con risorse pubbliche, torna a essere invasa dai rifiuti e deve essere nuovamente ripulita. Un meccanismo che produce costi aggiuntivi e che, inevitabilmente, finisce per pesare sulla collettività.
Il caso di via Seminario Estivo pone quindi una domanda: cosa accade dopo l'individuazione dei responsabili? Le fototrappole hanno dimostrato di poter essere uno strumento efficace per risalire a chi abbandona i rifiuti. Ma tutto ciò non sembra essere sufficiente a interrompere il fenomeno. Servono quindi controlli continui, un'attività di prevenzione più capillare e una risposta efficace nei confronti di chi continua a utilizzare le strade cittadine come discariche private. La bonifica risolve l'emergenza nell'immediato, ma non il problema alla radice.