s. giovanni la punta
Una marcia silenziosa per non spegnere il ricordo di Lauretta
Dodici anni fa, il buio della notte spegneva per sempre il sorriso di una bambina di soli 11 anni, strappata alla vita tra le mura di casa dalla violenza spietata del suo stesso padre
Ci sono ferite che il tempo non può rimarginare, ma solo insegnare a portare. Dodici anni fa, il buio della notte spegneva per sempre il sorriso di Laura, una bambina di soli 11 anni, strappata alla vita tra le mura di casa dalla violenza spietata del suo stesso padre.
Un dolore indicibile che ha lacerato una comunità intera, ma che oggi si trasforma in un abbraccio collettivo, sfilando nel silenzio più profondo e commosso. La marcia silenziosa dedicatagli è partita dal cuore pulsante della piazza centrale del paese. Passo dopo passo, centinaia di volti segnati dal ricordo si sono mossi verso piazza Don Bosco. Un percorso della memoria che ha attraversato il momento più toccante e doloroso: il passaggio sotto quella casa dove si consumò la tragedia, dove l’orologio si è fermato 12 anni fa. Lì, dove l’aria si è fatta più pesante e gli sguardi si sono alzati verso le finestre, il silenzio della folla ha gridato più forte di qualsiasi parola. In testa al corteo, la forza incrollabile della mamma, Giovanna Zizzo. Una donna che ha fatto del proprio strazio una missione, ricordando a tutti che il tempo passa, ma l’amore e il ricordo di Lauretta non svaniranno mai. «Sono già passati 12 anni da quando Lauretta ci ha lasciati», ha ricordato con voce spezzata ma ferma. Il suo non è un semplice appello, ma un richiamo alla coscienza di ciascuno: «Questo non è un invito, è un dovere: ricordare, perseverare, commemorare, anche se fa tanto male. Chi tace si rende complice». Ogni passo di questa marcia ha ribadito la volontà di non dimenticare, trasformando il dolore individuale in una barriera contro la violenza e la cancellazione. Perché finché il nome di Laura continuerà a risuonare nelle piazze, la sua luce non si spegnerà mai.