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Il caso

Prezzi esagerati ad Ortigia, il monito di Confesercenti

Con le mete tradizionali in calo, Siracusa attrae più visitatori e alcuni esercizi approfittano con ricarichi che non sono sostenibili.

23 Agosto 2026, 06:25

06:30

Prezzi esagerati ad Ortigia, il monito di Confesercenti

Siracusa città più cara della Sicilia e tra le più care d'Italia, ma soprattutto Ortigia d'oro e costosissima. Lo conferma il presidente di Confesercenti Giuseppe Vasquez, che soprattutto a proposito dei prezzi ricorda come non esista una legge che li vincoli ma sicuramente esiste un'intelligenza e una deontologia di comportamento da parte degli esercenti, alla quale è buona cosa attenersi.

Anche perché il barista o il commerciante che giocha eccessivamente col costo al pubblico dei propri prodotti può trarne un guadagno immediato, ma alla lunga il proprio locale non potrà che rimetterci, perché - come da saggezza popolare - si può “ingannare” qualcuno qualche volta, ma non certo tutti sempre.

«Alcuni comportamenti possono apparire di maggiore utilità nei ricavi solo all'apparenza, ma hanno poca continuità nel futuro». Nello specifico, sintetizza Vasquez, «se si è aggressivi nei confronti del mercato che ad oggi abbiamo la fortuna di avere, dopo un po' di tempo questo boomerang non può che tornare indietro in maniera negativa».

Il consiglio è quello di «essere parchi nel ricarico del servizio»; ed onesti, perché fare i furbi può pagare al momento ma può costituire una cambiale negativa per il futuro sulla propria credibilità.

«L'immagine di luogo accogliente quale Siracusa è va consolidata, non depauperata», perché le persone devono essere certe e serene di non essere “spennate”.

Il pessimo commerciante, a domanda risponde Vasquez, è quello che «potendo usufruire di una numerosa clientela fa ricarichi troppo alti», con la conseguenza che buona parte di quegli avventori si diradi nel tempo, mentre il commerciante virtuoso e lungimirante «utilizza una grande professionalità nei servizi e nel modo di porgersi alla clientela, anche attraverso personale adeguato e formato».

Soprattutto in questo momento storico, in cui le mete turistiche storiche e più gettonate del Mediterraneo, a causa dei venti di guerra, sono in caduta libera e altre mete, come Siracusa, stanno incrementando arrivi e soggiorni.

Di fronte alle esagerazioni di certi prezzi, l'utente non può che affidarsi ad una regola aurea, ovvero pretendere - come impone la legge 114 del 1998 – di poter visionare anticipatamente l'importo da dover riconoscere per ciascun prodotto, proprio perché l'esercente è obbligato a doverlo esporre in maniera chiara e a comunicarlo al cliente.

«L'avventore deve pretendere di accedere ai listini prezzi, così da conoscerli prima di entrare nel locale. Entrare alla cieca ti mette in posizione di difetto riguardo ai tuoi diritti. listino è un obbligo», suggerisce Vaquez.

La domanda è d'obbligo, e richiede chiarezza: la nomina di città più cara della Sicilia, per Siracusa, è vera o è un'esagerazione? «È vera, risulta dalle statistiche, ed è anche tra le più care d'Italia - dice Vasquez -. Basta essere avventori per verificarlo, Siracusa è indubbiamente cara».

Però una cosa, rileva il presidente di Confesercenti: «La storia degli scontrini altissimi si ripete ogni anno e finisce subito al centro delle polemiche soprattutto social». Un buon motivo per una presa di coscienza generale e uno stimolo perché il commercio si autogestisca per offrire il meglio di sé.

Intanto, come rivelato da La Sicilia con la pubblicazione delle vette eccessive raggiunte da alcuni esercizi del centro storico sia nei prezzi sia nella cattiva abitudine di non comunicarli a sufficienza agli avventori che si accomodano ai tavolini esterni o nei dehors, Ortigia resta regina di bellezza incontrastata ma anche luogo dove il rischio di venir “spennati” è perennemente alto.