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la polemica

Leo Gullotta “sbianchettato” da Taormina Arte: «Cancellato dalla "manina destra" figlia dell’amichettismo, una scelta politica della Regione». Contrasti anche con lo Stabile di Catania

Escluso dai premi della Fondazione. «Mi sento preso a schiaffi, potevano dirmi: “Non sei all’altezza”. Sono stato censurato, a 80 anni chiedo rispetto». Il Pd: «Questa logica alberga ancora». La direttrice Simona Celi: «Contattati 100 artisti e fatta una scelta di 12 nomi»

23 Agosto 2026, 11:51

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Leo Gullotta “sbianchettato” da Taormina Arte : «Cancellato dalla manina destra figlia dell’amichettismo, una scelta politica della Regione».  Contrasti anche con lo Stabile di Catania

«Una manina nascosta con il bianchetto nella destra mi ha cancellato. Una manina destra senza nome e cognome». E’ amareggiato Leo Gullotta, rattristato da questa vicenda paradossale: contattato per l’assegnazione di un premio nell’evento per i 50 anni del Festival del Teatro di Taormina che si terrà il 3 settembre, scopre che il suo nome non è tra i 12 premiati. «Non permetto a nessuno, a 80 anni e con 65 anni di carriera, di offendermi nella mia dignità. Chiedo rispetto», s’infervora raggiunto al telefono. «Sono colpito da questa modalità, si accusano i social di dare spazio ad anonimi che insultano e io, alla mia età, non denuncio apertamente questo comportamento? Di qualcuno che senza mettere nome e cognome mi ha escluso? Avrei preferito che mi avessero detto chiaramente: “Non la premiamo, non la riteniamo all’altezza”. Ma questa è un manina politica, figlia dell’amichettismo che tira tanto».


Gullotta spiega di essere stato contattato dalla direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte, Simona Celi, e di aver dato la sua disponibilità alla consegna del premio. «Poi, un pomeriggio, la direttrice mi chiama e, dispiaciuta, mi dice che il mio nome non c’era nella lista dei premiati. Non mi ha detto per delicatezza chi c’era dietro questa decisione, certo non lei, ma la nota dei premiati è della Regione e ho fatto “due più due”: è una scelta politica della Regione».

Il grande attore catanese con amarezza aggiunge: «Mi sento preso a schiaffi. Per la Sicilia ho lavorato gratis, nelle iniziative per Luigi Pirandello al Kaos o per il Teatro Stabile di Catania nel momento della crisi, con “Minnazza”. Ma proprio dal nuovo direttore dello Stabile catanese ho preso un altro schiaffo - racconta a “La Sicilia” - e mi fa male perché sono un figlio antico di questo Teatro, sono leegato con un cordone ombelicale. Mi dice che vuole aprire la stagione con un mio spettacolo, si pensa di riprendere “Minnazza” per sei repliche, non lo annuncia perché vuole fare una sorpresa al pubblico, ma dopo cinque mesi di “avanti e arrè”, senza un punto fermo, con mosse da scacchista, a sorpresa mi dice che non ha più soldi, che ha solo 35mila euro. Una cifra inaccettabile per coprire prove, recite e il lavoro di sette persone. Un modo di fare ambiguo, sfuggente, che mi addolora».


Simona Celi, direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte replica dicendo che si tratta di «un malinteso». Mentre l’assessora allo Spettacolo Elvira Amata allarga le braccia: «Non ne so nulla, io non entro nel merito delle scelte artistiche della Fondazione Taormina Arte. Non conosco nemmeno i nomi di chi sarà premiato. Qualunque scelta spetta alla direzione artistica. Personalmente ritengo che quando si parla di arte, cultura, musica non esistano destra e sinistra».

«L’assessora mi ha telefonato subito - racconta Gullotta - è stata molto gentile, non sapeva nulla di questa storia, non ha scelto alcun nome, è estranea. Mi ha dato le sue spiegazioni e io le ho naturalmente accettate, è una donna perbene. Sono altre le persone che sono intervenute. Anche quando ho diretto il Festival del cinema di Taormina c’erano elementi della Regione che parlavano a vuoto, senza conoscere nulla. Ma di questi tempi non è una novità. La verità è che non ci dovrebbe mai essere la censura».

Per la direttrice artistica Simona Celi «non vi è stata alcuna volontà di mettere in discussione il valore umano, artistico e professionale di Leo Gullotta». E spiega che «nella fase di costruzione dell’iniziativa sono stati valutati diversi nomi» e che, a fronte dei 12 premi previsti, è stato necessario «compiere una scelta tra le diverse personalità prese in considerazione». «In questi mesi ho contattato quasi 100 artisti», aggiunge. Una modalità insolita quella di contattare ben 100 personalità per premiarne 12, come se fossero in realtà “candidature” (a insaputa dei partecipanti?) e non premi da consegnare. I nomi annunciati in un comunicato di Taormina Arte sono: Gabriele Lavia, Mariangela D’Abbraccio, Marcello Cesena, Ester Pantano, Marisa Laurito, Giampiero Solari, Giancarlo Zanetti, Elisabetta Pozzi, Vincenzo Pirrotta, Nicola Rubetelli, Manuel Agnelli.


«I fatti denunciati da Leo Gullotta sono di una gravità inaudita per la storia della Fondazione Taormina Arte e per gli enti pubblici che ne sono soci, come la Regione Siciliana - commenta il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo - Per questo chiediamo che venga fatta immediata chiarezza. Il tempo del pensiero unico della destra nel nostro Paese è stato sepolto per sempre. Ma non ci sorprende la logica dell’amichettismo che ancora alberga in Sicilia ed è di casa nel governo regionale così come nelle partecipate. Dalle parti della Regione siciliana qualcuno batta un colpo e si assuma la responsabilità di quanto accaduto. Gli esponenti Pd non parteciperanno all’evento».

Si dice «dispiaciuto» il sindaco di Taormina Cateno De Luca. «Leo Gullotta rappresenta una delle personalità più autorevoli e amate del teatro e del cinema italiano e un grande siciliano che ha dato prestigio alla nostra terra. Proprio per questo, con la presidente della Fondazione Taormina, Valeria Brancato, che sta promuovendo la prima stagione teatrale al Palazzo dei Congressi, saremmo felici che Gullotta potesse accompagnare questo nuovo percorso in qualità di testimonial».