il caso
L’ex mini autodromo dello Stretto tra incuria e degrado
Nel villaggio Sant'Agata a Messina quella che un tempo era una eccellenza del modellismo italiano oggi è un simbolo a simbolo di abbandono
Il futuro dell’ex mini autodromo dello Stretto torna al centro dell’attenzione. A sollevare nuovamente il caso è la consigliera del sesto quartiere, Maddalena Bonanno, che ha presentato un’interrogazione al sindaco Federico Basile e ha pubblicato sui propri canali social un video di denuncia sulle condizioni in cui versa oggi l’area di Sant’Agata.
La consigliera chiede per prima cosa la messa in sicurezza dell’area da anni abbandonata e ormai fortemente degradata, ma punta anche alla riqualificazione di una importante porzione di lungomare, che negli anni ha costituito un’eccellenza del modellismo italiano. Da qui la richiesta di risposte chiare all’amministrazione comunale per capire quali siano oggi le condizioni della struttura, quali ostacoli ne impediscano il recupero e, soprattutto, quali possibilità concrete esistano per restituirla alla città. Quella dell’ex mini autodromo è una storia che parte da lontano. La pista per automodellismo radiocomandato, inaugurata negli Anni ’80, ha rappresentato per anni un punto di riferimento per gli appassionati messinesi. L’attività è proseguita fino al 2012, quando la struttura è stata chiusa anche a causa delle vicende legate ai canoni di concessione demaniale e ad alcuni contenziosi legati al rumore. Da allora, però, il problema principale è diventato il progressivo abbandono dell’area. Qualche mese fa sulla questione il Comitato Cittadini litoranea Messina aveva presentato al commissario Piero Mattei un esposto sulle condizioni di degrado dell’area, chiedendo interventi immediati. Negli ultimi giorni a intervenire anche Giuseppe Previti, coordinatore dello Sportello del Cittadino di Cittadinanzattiva, che ha sollecitato chiarimenti sullo stato della struttura e sulle prospettive di recupero.