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L'artista arrestato

Il concerto di Tony Boy a Palermo, il Comune si dissocia: "Non è ospite gradito"

Dopo l'arresto di Tony Boy, il Comune: libertà di espressione e musica sì, legittimazione di chi è coinvolto in gravi vicende giudiziarie no; attesa per i giudici e responsabilità verso i giovani

24 Agosto 2026, 16:45

16:50

Il concerto di Tony Boy a Palermo, il Comune si dissocia: "Non è ospite gradito"

Il Comune si dissocia con fermezza da condotte ritenute incompatibili con il rispetto della legge e della convivenza civile dopo le notizie sull’arresto del rapper Tony Boy e le accuse formulate dalla magistratura.

In una nota, l’Amministrazione sottolinea come il capoluogo "creda nella cultura, nella musica e nella libertà di espressione", ma ricordi anche che "chi sale su un palco diventa, a tutti gli effetti, un modello per migliaia di giovani".

Pur ribadendo la piena fiducia nel lavoro dei giudici e la necessità di attendere gli esiti del procedimento in corso, Palazzo delle Aquile chiarisce di non voler "anticipare alcun giudizio di colpevolezza".

Tuttavia, in attesa che la vicenda sia definita, il Comune ritiene che la città non possa "accettare come se nulla fosse che si svolgano eventi legati a persone coinvolte in vicende giudiziarie di tale gravità".

La posizione, si legge, nasce da un dovere di responsabilità istituzionale: lo spettacolo e la cultura devono incarnare "libertà, creatività, rispetto delle regole e responsabilità, soprattutto nei confronti dei più giovani".

In relazione al concerto previsto al Velodromo, l’Amministrazione fa sapere di attendere gli sviluppi dell'autorità giudiziaria e le decisioni degli organizzatori, "riservandosi ogni valutazione di competenza".

E aggiunge: "Palermo non intende dare spazio né legittimazione a comportamenti che, qualora confermati, sarebbero del tutto incompatibili con i valori della nostra comunità".

La città, conclude la nota, "può e deve essere aperta alla musica e ai grandi eventi, ma apertura non significa assenza di responsabilità". Palermo è una città che accoglie, ma sa anche prendere le distanze da ciò che non condivide.

Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura, Antonio Rini, che richiama la necessità di fissare con chiarezza i riferimenti culturali proposti ai più giovani: "Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e senza anticipare giudizi sulle responsabilità personali, ritengo che Palermo debba essere molto chiara sui modelli culturali che intende promuovere".

E precisa: "Da assessore alla Cultura e da segretario cittadino di Fratelli d’Italia dico con altrettanta chiarezza che artisti associati a messaggi o comportamenti che rischiano di rendere normali droga, armi, violenza e disprezzo delle regole non sono i modelli di cui Palermo ha bisogno".

"La cultura non è censura, ma è anche capacità di scegliere e proporre riferimenti." "Io sto dalla parte degli artisti che attraverso la musica raccontano la bellezza, il talento, il rispetto, la speranza e la voglia di vivere. Palermo deve essere una città aperta ai grandi eventi e ai giovani, ma deve avere anche il coraggio di affermare quali valori vuole trasmettere alle nuove generazioni", conclude Rini.