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25 agosto 2026 - Aggiornato alle 06:12
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Casa circondariale

Calore e sovraffollamento: esplode il disagio a Cavadonna

Passeggi possibili solo nelle ore più calde e mancanza di spazi aumentano stress e malumori tra detenuti e agenti

25 Agosto 2026, 06:12

06:20

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Resta alta la tensione nella casa circondariale di Cavadonna, dove i detenuti del circuito A.S. hanno avviato da qualche giorno uno sciopero della fame.

La protesta si inserisce in un quadro di crescente disagio all’interno degli istituti penitenziari siciliani, aggravato dalle elevate temperature e dalle condizioni di sovraffollamento.

La notizia dello sciopero è stata confermata da una nota congiunta sottoscritta dai garanti dei diritti delle persone private della libertà di Palermo, Siracusa e Messina: Pino Apprendi, Lucia Arrisicato e Giovanni Villari.

I garanti hanno posto l’accento sulle difficili condizioni vissute quotidianamente da detenuti e personale di polizia penitenziaria. «La vampa di calore estivo determina l’estenuazione dei detenuti e del personale di polizia penitenziaria», scrivono i garanti.

Particolarmente problematica sarebbe la possibilità per i detenuti di trascorrere tempo all’aperto: i passeggi, secondo quanto evidenziato nella nota, possono essere effettuati soltanto nelle ore più calde, rendendo ancora più pesante la permanenza all’interno dell’istituto.

«Il binomio esiziale sovraffollamento-calura genera picchi di stress e malumori generalizzati», sottolineano i garanti.

A confermare il clima di tensione è anche l’Osapp. L’episodio più recente riguarda il Blocco 20, dove sabato scorso un gruppo di detenuti ha inscenato una protesta dopo aver appreso del trasferimento coatto di uno di loro. «La situazione – spiega Giuseppe Argentino, segretario dell’Osapp – è stata tuttavia rapidamente riportata alla normalità grazie all’intervento del direttore dell’istituto e del personale di polizia penitenziaria».

Sul caso interviene anche Nello Bongiovanni, sottufficiale di polizia penitenziaria in quiescenza ed ex sindacalista, che chiede un confronto tra politica e amministrazione penitenziaria. «Ha ragione il procuratore de Lucia ad affermare che le carceri sono nelle mani dei detenuti – afferma – ma occorre interrogarsi sul perché si sia arrivati a questo punto».

Ieri mattina, intanto, a Cavadonna è arrivato il garante dei detenuti di Messina, Giovanni Villari, che ha descritto una situazione ancora caratterizzata da grande tensione. Al centro delle richieste dei detenuti ci sarebbero soprattutto una maggiore attenzione alle condizioni di vita all’interno dell’istituto e alcune criticità legate all’assistenza sanitaria.

Secondo quanto riferito da Villari, nell’infermeria scarseggerebbero persino alcuni medicinali. A esasperare ulteriormente gli animi avrebbe contribuito anche la decisione di bloccare l’ingresso di alcuni cibi e altri prodotti inviati dalle famiglie.

Un insieme di fattori che, tra caldo, sovraffollamento, problematiche sanitarie e limitazioni, alimenta un clima di forte disagio e rende sempre più urgente un confronto sulle condizioni detentive e sulla gestione dell’istituto siracusano.