il caso
Ex villaggio Le Rocce di Taormina: cantiere fermo, è bufera sull’ambiente
L’associazione “Serapide” lancia l'allarme sul ritardo dei lavori, la scadenza del Pnrr e il verde nel frattempo distrutto
Quale futuro per il villaggio Le Rocce? Se lo chiede l’associazione “Serapide” di cui è portavoce Daniel Carnabuci. «Allo stato attuale il cantiere per la sua riqualificazione - dice il presidente del sodalizio - appare fermo e la scadenza del progetto del Pnrr del 30 giugno non è stata rispettata. Ciò che lascia interdetti è la quasi totale distruzione della flora tipica mediterranea che caratterizzava il luogo, alberi di pregio e macchia mediterranea rasa al suolo e di conseguenza un impatto determinante sulla fauna presente».
Ma non sono mancati i commenti da parte dell’area “deluchiana”. «Per quanto riguarda la flora tipica della macchia mediterranea posta sotto tutela nel Sic di riferimento - ha riferito Massimo Brocato, presidente della partecipata “Patrimonio Taormina” - questa andava preservata e non eliminata, la ripiantumazione non potrà mai prevedere il ripristino degli endemismi e delle specie protette per il semplice fatto che queste non sono di interesse commerciale ed essendo delle rarità andavano preservate». Come si ricorderà, l’oasi naturalistica di Mazzarò, di proprietà dell’ex Provincia regionale di Messina, fu realizzata dalla Regione nel 1954 e funzionante fino al 1972, grazie anche all’impulso del mai dimenticato Benito Ragno, poi è rimasta chiusa e abbandonata.
Si tratta di una vasta area che si estende su circa 15mila metri quadrati. La Città metropolitana di Messina, nel 2024, in seno al Piano nazionale di ripresa e resilienza ha attivato il progetto per le opere di rigenerazione urbana del comprensorio del ex villaggio “Le Rocce” con il relativo recupero edilizio, da attuarsi tramite Invitalia, per un valore di 7 milioni e 551mila euro. I fondi erano stati intercettati dalla passata gestione della Città metropolitana, nell’era in cui era sindaco di Messina, Cateno De Luca, ora sindaco di Taormina. L’obiettivo era quello di portare a compimento i lavori di riqualificazione dell’ex villaggio “Le Rocce”, tra la fase finale del 2025 e i primi mesi del 2026. «A questo punto - dice ancora Carnabuci - ci domandiamo a che punto è il progetto e, soprattutto, quali sono state le attività di prevenzione e rispetto del paesaggio e della fauna e flora protetta in relazione alla valutazione di incidenza ambientale. Per quanto il bene è di proprietà della Città metropolitana di Messina, l’Amministrazione comunale di Taormina, oltre a poter esprimere dei pareri, ha l’obbligo della vigilanza».