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Le analisi

Palermo, l'Iss conferma: "Anna Rosa uccisa dalla difterite"

Diagnosi confermata per la bambina di 4 anni deceduta a Palermo: batterio e gene della tossina identificati, rischi cardiaci e richiamo vaccinale raccomandato

24 Agosto 2026, 19:52

20:06

Ospedale dei Bambini, Palermo

Ospedale dei Bambini, Palermo

L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha confermato la positività alla difterite dei campioni prelevati alla bambina di quattro anni deceduta all’Ospedale dei Bambini “Giovanni Di Cristina” di Palermo.

«Le indagini sui campioni giunti dall’Arnas civico di Cristina Benfratelli hanno dato esito positivo per il Corynebacterium diphteriae ed hanno rilevato il gene della tossina responsabile della difterite respiratoria», rende noto l’Iss.

La difterite è un’infezione batterica altamente contagiosa, causata principalmente dal Corynebacterium diphtheriae e, più raramente, dal Corynebacterium ulcerans. Sebbene i batteri restino localizzati nelle prime vie aeree — naso, tonsille, ugola — la tossina difterica che producono può diffondersi nel sangue e raggiungere tutto l’organismo, provocando lesioni gravi a cuore, fegato, reni, ghiandole surrenali e sistema nervoso periferico.

Anche quando l’infezione viene trattata, i danni cardiaci possono risultare letali.

Secondo l’Iss, i sintomi in genere compaiono tra 2 e 5 giorni dal contagio e possono includere: una membrana grigio‑biancastra che ricopre gola e tonsille, mal di gola e raucedine, linfonodi del collo ingrossati, difficoltà respiratoria e respiro accelerato, secrezione nasale, febbre e brividi, marcata stanchezza.

In alcune persone il quadro può essere lieve o assente: in questi casi i soggetti, pur inconsapevoli, sono “portatori sani” e possono trasmettere l’infezione.

Le categorie più esposte sono bambini e adulti non vaccinati o con ciclo vaccinale non aggiornato, così come i non immunizzati che viaggiano in aree dove la malattia è endemica, come Sud‑Est asiatico, Africa e Brasile.

In Italia e, più in generale, in Europa, i casi restano molto rari.

L’Iss ribadisce che il vaccino è sicuro ed efficace. Il calendario nazionale prevede la somministrazione nel primo anno di vita, con richiami al sesto e al dodicesimo anno; successivamente è raccomandato un richiamo ogni dieci anni.