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Gli interrogativi sulla morte di Noemi e le ferite aperte di Valentina e Vera
Quanto accaduto a Riposto ha riportato alla memoria il caso Salamone e il giallo di Ramacca
La morte di Noemi Impellizzeri, trovata impiccata a Riposto domenica scorsa, è ancora avvolta nel mistero. La pista della simulazione di un suicidio resta in piedi. Quell'incendio scoppiato nella stessa abitazione dove è stato rinvenuto il cadavere ha sollevato dei dubbi che la pm Antonella Barrera e la procuratrice aggiunta Liliana Todaro - che coordinano le indagini dei carabinieri - vogliono cancellare. L'autopsia, eseguita dal medico legale Giuseppe Ragazzi, chiarirà definitivamente le cause del decesso. E quindi scioglierà ogni nodo. La famiglia della 34enne respinge duramente l'ipotesi del gesto estremo. Un'amica sui social, condividendo una foto di Noemi spensierata, scrive: «Giustizia sarà fatta».
Quanto accaduto ha riaperto vecchie ferite. E ha riportato alla memoria alcune vicende accadute sempre in provincia di Catania. Emblematico è il caso di Valentina Salamone, la giovane donna trovata impiccata in una villetta di Adrano nel 2010. L'indagine stava per essere archiviata come suicidio, ma la famiglia della diciannovenne urlò con tutte le proprie forze le anomalie trovate nella scena del crimine. La procura generale avocò l'inchiesta e riaprì le indagini. Fu la prova del Dna - rilevata grazie agli specialisti del Ris di Messina - a incastrare Nicola Mancuso, che poi fu condannato definitivamente all'ergastolo per omicidio. Fu trovato anche un secondo Dna, appartenente a un uomo che però non è mai stato individuato. Le indagini restano ancora aperte per rivelare a chi appartiene il profilo genetico di maschio 1, il complice del delitto.
Ma c'è anche la storia giudiziaria di Vera Schiopu, 25 anni, trovata impiccata in un casolare di Ramacca. Per la procura di Caltagirone il fidanzato, con un amico, inscenarono il suicidio. Il processo è in corso davanti alla Corte d'Assise di Catania.
Adesso si attende la relazione del medico legale sull'autopsia eseguita sul corpo di Noemi Impellizzeri per comprendere se davvero sia stato architettato un piano diabolico. Quel rogo potrebbe essere stato il tentativo di cancellare ogni traccia del delitto. D'obbligo il condizionale.



