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Sciacca, compensi sanitari: ritardi record per l'intramoenia in ospedale

Pagamenti a rilento e arretrati accumulati: il sistema della sanità integrativa rischia il blocco per le inefficienze burocratiche

26 Agosto 2026, 09:34

09:40

Ospedale Sciacca

Ospedale Sciacca

All'ospedale Giovanni Paolo II ci sono circa trenta medici pronti a portare allo scoperto un problema che da mesi serpeggia nei reparti: il mancato pagamento delle prestazioni intramoenia.

I professionisti attendono compensi e rimborsi relativi ad attività svolte fuori dall’orario di servizio durante tutto il 2026 e l'Asp nelle scorse ore ha pagato solo il mese di gennaio.

I flussi finanziari si sono sbloccati, ma solo per una mensilità, alimentando il malumore.

I sanitari parlano di ritardi cronici, procedure amministrative lente e una gestione che, di fatto, mette in difficoltà chi garantisce un servizio aggiuntivo rispetto alle ordinarie attività ospedaliere. La situazione, stando al loro manifestato malessere, che non sarebbe comunque manifestato con atti ufficiali, sarebbe diventata insostenibile.

Gli arretrati rimangono significativi e non ci sarebbero  comunicazioni chiare sui tempi di liquidazione. Una vertenza che probabilmente riguarda l’intera Asp provinciale, dove le criticità amministrative si trascinano da tempo.

A guidare l’Azienda Sanitaria da alcune settimane è il nuovo commissario Alessandro Delle Donne, al quale spetta ora il compito di affrontare anche questo nodo, considerato strategico per la tenuta dei servizi.

L’intramoenia rappresenta infatti una componente essenziale dell’offerta sanitaria: consente ai cittadini di accedere a visite specialistiche in tempi più rapidi e permette agli ospedali di ampliare la capacità di risposta.

In Sicilia, dove le liste d’attesa restano tra le più lunghe del Paese, l’attività intramoenia è spesso l’unica alternativa per evitare rinvii di mesi.

Per questo i medici saccensi chiedono che venga garantita una gestione regolare, trasparente e puntuale dei pagamenti, senza i ritardi che stanno minando la fiducia degli operatori.

La protesta punta ora a ottenere lo sblocco immediato di tutte le somme dovute e una stabilizzazione dei processi amministrativi.

Senza interventi rapidi, si apprende dai professionisti coinvolti, si rischia di compromettere non solo la serenità dei reparti, ma anche la capacità dell’ospedale di assicurare un servizio aggiuntivo che, in un sistema sanitario già sotto pressione, rappresenta un tassello fondamentale per rispondere ai bisogni dei cittadini.