il clima impazzito
La Sicilia soffoca sotto la cappa di calore desertico: attesi 46 gradi nelle pianure e nei fondovalle
I venti meridionali neutralizzano le brezze costiere portando l'isola in una condizione climatica estrema e senza precedenti
La circolazione atmosferica sul bacino del Mediterraneo sta subendo un’accelerazione decisa per l’approfondimento di una vasta saccatura sull’Atlantico, che convoglia verso il Mediterraneo centrale masse d’aria sahariana in risalita dal Maghreb.
Sull’isola si sta così instaurando un’ondata di calore di notevole intensità: discesa forzata dell’aria calda verso i bassi strati, in combinazione con la ventilazione locale, produrrà un marcato incremento delle temperature al suolo.
Sarà proprio il vento nei bassi strati a determinare le zone più colpite: dove si instaurerà un contrasto tra brezze marine e venti di terra, la dispersione del calore verrà ostacolata, favorendo i picchi più elevati.
Martedì 25 agosto, i flussi meridionali hanno spinto i valori oltre i 40 °C nelle aree interne centro-settentrionali, dove l’effetto mitigatore delle brezze è stato neutralizzato; lungo i litorali, invece, le massime si sono fermate tra 34 e 38 °C.
Tra mercoledì 26 e giovedì 27 agosto, con il consolidarsi di un regime prevalente di brezza, i massimi termici si trasferiranno verso pianure e fondovalle interni: qui la colonnina supererà con facilità i 45 °C, con punte sino a 46 °C attese per giovedì, mentre sulle coste si prevedono valori compresi tra 37 e 39 °C.
Il cielo resterà in prevalenza sereno, disturbato soltanto dal transito di velature stratificate innocue, ma con un marcato apporto di pulviscolo sahariano. I rilievi strumentali di mercoledì 26 agosto del Servizio informativo agrometeorologico siciliano (Sias) fotografano una situazione già critica: Caltanissetta ed Enna hanno raggiunto 42,7 °C, seguite da Aragona (Agrigento) con 42,3 °C.
Numerose altre località interne dell’Agrigentino, del Nisseno e dell’Ennese hanno oltrepassato i 41 °C; superamenti della soglia dei 40 °C sono stati registrati anche in diversi punti del Trapanese e del Palermitano. Più contenuti i valori costieri, con Palermo a 33,5 °C, Catania a 34,5 °C e Messina a 34 °C.
Per giovedì 27 agosto, la Protezione Civile ha già decretato l’allerta rossa a Palermo per ondate di calore e rischio incendi, con temperatura percepita stimata a 41 °C, estendendo il livello di attenzione rosso per il rischio incendi anche alla provincia di Enna.
Nelle ore notturne, le minime lungo le coste resteranno eccezionalmente alte, tra 25 e 29 °C, accrescendo il disagio.
L’eccezionalità della fase in atto minaccia di abbattere numerosi record storici della terza decade di agosto, periodo nel quale eventi di simile portata sono stati finora rari o assenti. Un parziale allentamento della calura potrebbe intervenire nel fine settimana per l’ingresso di correnti più fresche sul Nord Italia, ma i valori rimarranno comunque ben oltre le medie stagionali e serviranno probabilmente diversi giorni per un ritorno alla normalità.
Su questo quadro meteorologico si innesta un’emergenza idrica e sociale di rilievo. Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, ha chiesto alla Regione di valutare i presupposti per dichiarare lo stato di emergenza e predisporre un piano straordinario di intervento. L’associazione sollecita l’istituzione di una cabina di regia regionale e il potenziamento della rete assistenziale sanitaria (medici di famiglia, 118 e pronto soccorso), con particolare attenzione ad anziani, bambini e soggetti fragili, nonché la tutela dei lavoratori esposti al sole tramite la rimodulazione degli orari nelle fasce più critiche.
La crisi climatica aggrava inoltre la siccità: tra il 1° giugno e il 1° luglio il volume d’acqua negli invasi siciliani è diminuito di 40,7 milioni di metri cubi, pari a un calo del 6,7% delle risorse disponibili.