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la proposta

Dalla strada alla casa, così la cenere vulcanica può ricostruire la Sicilia

Aricò lancia un piano per regolare i costi di raccolta e smaltimento e studiare l'impiego del materiale vulcanico a tutela dell'ambiente

26 Agosto 2026, 19:31

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Dalla strada alla casa, così la cenere vulcanica può ricostruire la Sicilia

Gestire la ricaduta di cenere vulcanica non più solo come un problema di ordine pubblico e viabilità, ma trasformarla in una concreta opportunità di sviluppo sostenibile per il settore della bioedilizia. È questa la doppia strategia messa in campo dalla Regione Siciliana per affrontare un fenomeno ricorrente che investe ciclicamente i Comuni dell'area etnea.

L'assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, ha ufficialmente convocato la commissione del Dipartimento regionale tecnico per valutare due importanti proposte operative. La prima riguarda l'introduzione di una specifica voce all'interno del nuovo prezzario unico regionale dei lavori pubblici dedicata interamente alle operazioni di rimozione, raccolta, trasporto, conferimento e smaltimento della cenere vulcanica. Si tratta di una misura attesa e fortemente sollecitata da numerose amministrazioni locali dell'area etnea, colpite dalle recenti eruzioni del vulcano, che si trovano regolarmente a dover liberare d’urgenza strade, piazze e superfici pubbliche.

La seconda proposta punta invece sulla transizione ecologica e sull'economia circolare, prevedendo la possibilità di trattare e recuperare la cenere vulcanica per produrre semilavorati destinati alla bioedilizia e alla tutela ambientale.

Fino ad oggi, la mancanza di riferimenti omogenei ha reso complessa la gestione economica delle operazioni di pulizia per i Comuni interessati. «La cenere vulcanica rappresenta per la Sicilia un fenomeno ricorrente che può creare difficoltà concrete ai Comuni e agli enti che devono intervenire rapidamente», ha sottolineato l'assessore Aricò. L'inserimento di tariffe chiare nel prezzario regionale ha l'obiettivo di fornire agli enti locali uno strumento di programmazione fondamentale. Con questo punto di riferimento, i Comuni potranno pianificare gli interventi con maggiore precisione, predisporre con più facilità gli atti amministrativi e gestire l'emergenza con tempi di reazione decisamente ridotti. Le voci del prezzario verranno articolate dettagliatamente per coprire tutte le fasi operative: dalla rimozione e raccolta della cenere vulcanica, al carico, fino al trasporto verso impianti autorizzati o siti di deposito.

La vera innovazione del piano regionale risiede però nella prospettiva di un recupero sistematico del materiale vulcanico. Qualora vengano accertate le caratteristiche tecniche della cenere e definite le reali possibilità di impiego, la proposta prevede di disciplinare anche le attività di trattamento, recupero e riutilizzo per la produzione di materiali edili a basso impatto ambientale. «Vogliamo valutare, laddove tecnicamente possibile e nel rispetto delle disposizioni vigenti, anche le opportunità di trattamento, recupero e riutilizzo di questo materiale», ha precisato Aricò. Trattandosi di un'iniziativa pionieristica, l'assessorato ha annunciato che il percorso sarà accompagnato da un approfondito confronto tecnico che coinvolgerà direttamente i Comuni interessati, gli enti locali e tutti i soggetti competenti sul territorio. Un tavolo di confronto indispensabile per trasformare quello che oggi è considerato un rifiuto ingombrante in una materia prima pulita per la bioedilizia dell'isola.