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il report

Vaccini nell'Agrigentino, i dati dell'Asp promuovono la provincia: esavalente sopra il 93%

Solo venti i bambini del tutto privi di copertura. Monitoraggio costante tramite anagrafe digitale e protocolli dedicati per i migranti, mentre gli esperti invitano a non abbassare la guardia contro il ritorno di vecchie malattie

27 Agosto 2026, 11:22

11:30

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Probabilmente frutto della coscienza delle persone o dell’azione costante del servizio di Epidemiologia dell’Asp, le vaccinazioni nell’Agrigentino registrano dati confortanti. Basti pensare che il vaccino esavalente, che comprende Difterite, Tetano, Pertosse, Epatite B, Poliomielite e Haemophilus influenzae di tipo B, raggiunge una percentuale pari al 93,16% (il dato regionale oscilla tra l’85% e l’87%), mentre per il Morbillo la soglia raggiunta è pari al 91,74 per cento (l’obiettivo nazionale è del 95 per cento mentre il dato regionale conta circa l’87 per cento).

Dati rassicuranti, certo, sui quali l’Asp comunque non abbassa la guardia: «Possiamo e dobbiamo senza dubbio fare di più – afferma Raffaele Elia, direttore sanitario dell’Asp – A cominciare dall’incremento degli infermieri e degli specialisti nelle zone di Favara, Ravanusa e Menfi così da rafforzare di più e meglio le sedi di vaccinazione».

E ai genitori no vax o agli indecisi sulla sicurezza dei sieri vaccinali, Elia spiega come «prima di essere immessi sul mercato, gli scienziati conducono diversi esperimenti per testarne la sicurezza. C’è anche da fare un’altra considerazione: il vaccino è capace di debellare ed eliminare radicalmente alcune malattie, come è successo ad esempio con il Vaiolo o, in altri casi, di ridurle, come l’Epatite B. In tal modo si contengono le infezioni, alcune delle quali capaci di determinare la morte di una persona, come è accaduto di recente».

Se i dati delle vaccinazioni nell’Agrigentino sono incoraggianti, quelli per i soggetti che non hanno completato il ciclo vaccinale e per gli astenuti non sono sconfortanti: «Sono circa 180 i bambini che non hanno ancora completato il ciclo di vaccinazione esavalente, tre dosi in totale, in provincia – spiega Adriana Graceffa, medico del servizio di Epidemiologia dell’Asp – mentre i non vaccinati sono una ventina».

Per monitorare il tutto, l’Asp si affida all’anagrafe digitale, tramite un sistema a servizio dell’assistenza sanitaria regionale, con l’elenco di tutti i bambini da vaccinare e già vaccinati. Ma c’è anche il caso dei migranti. Alcuni dei quali giungono privi di documenti e scheda vaccinale.

«I migranti con codice fiscale o in possesso di Stp (straniero temporaneamente presente ndr) sono censiti in anagrafe – spiega Graceffa – Ma può accadere che una persona, anche minore, venga trasferito altrove: se rimane in Sicilia è rintracciabile, al contrario diventa irreperibile. Se i migranti non hanno il libretto vaccinale, rifacciamo tutte le vaccinazioni obbligatorie».

Nonostante l’impegno del servizio di Epidemiologia, però, davanti al siero vaccinale qualcuno si gira dall’altra parte. «Mi sono capitati diversi casi – racconta Giuseppe Gramaglia, primario di Pediatria del San Giovanni di Dio – Ho avuto pazienti con i quali ho dovuto insistere per le vaccinazioni. Prendevano una scusa dietro l’altra per evitare il vaccino ma alla fine lo hanno fatto. Purtroppo, però, il rifiuto alle vaccinazioni, alla fine presenta il conto. E c’è il rischio concreto di tornare a fare i conti con malattie ormai dimenticate».

E dalla parte delle vaccinazioni si schiera anche l’Ordine dei medici, presieduto da Santo Pitruzzella che è già al lavoro con i medici di famiglia e con i pediatri di libera scelta «affinché – ribadisce Pitruzzella – tutti si sottopongano alla vaccinazione, anche quelle non obbligatorie. Noi siamo pronti, come ogni anno, a darne l’esempio con la prossima vaccinazione antinfluenzale».