il racconto
Parla l'uomo accerchiato dai cani randagi nel Parco dell'Etna: «Non sono stato imprudente». E ringrazia la Forestale di Zafferana
La disavventura è finita nel migliore dei modi: «Ma se ci fosse stato anche mio nipote che porto spesso con me a fare due passi tra i boschi?»
Nei giorni scorsi la cronaca aveva raccontato la storia di un escursionista circondato per ore da un branco di cani, costretto a cercare riparo in un “casolare diroccato” dopo essersi spinto in un’area interdetta a bordo del suo quad.
Una ricostruzione che però il protagonista ha smentito in più passaggi, chiedendo di ristabilire i fatti oltre il sensazionalismo. «In primo luogo - ha detto I.M. -, non vi è stata alcuna condotta temeraria né una sfida alla montagna per andare a vedere l'eruzione: l’uscita era dettata dal semplice piacere di camminare. Il quad non è stato abbandonato durante una fuga, ma lasciato regolarmente parcheggiato lungo la strada asfaltata prima di proseguire a piedi. Inoltre, il dettaglio del presunto rifugio in un “casolare diroccato” non corrisponde al vero: in zona non c’era alcun edificio di quel tipo. L’elemento davvero critico è stato un totale blackout informativo. Nel passaggio di dati tra le autorità si sono verificati due errori tecnici: l’invio di coordinate geografiche sbagliate, che hanno dirottato i soccorritori lontano dal punto effettivo, e la comunicazione di un numero di telefono inesatto, con la conseguente impossibilità di attivare la geolocalizzazione GPS».
«A evitare che la situazione degenerasse - ha proseguito l'uomo - è stato l’intervento, guidato dall’esperienza sul campo, degli uomini del Corpo Forestale di Zafferana e dell’ispettore Francesco Lizzio. Nonostante indicazioni del tutto fuorvianti, hanno saputo leggere il territorio con precisione, rintracciandomi nel buio e affrontando anche rischi personali. A loro rivolgo la mia più profonda gratitudine, perché quella situazione avrebbe potuto avere conseguenze gravissime, soprattutto se insieme a me, come spesso accade, ci fosse stato mio nipote.
