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L'intervento

Piano vaccinazioni, per il Garante per i minori serve coinvolgimento delle famiglie

Per Giovanni Amante «servono percorsi di informazione anche nella scuola

28 Agosto 2026, 07:30

Piano vaccinazioni, per il Garante per i minori serve coinvolgimento delle famiglie

La morte della piccola Anna Rosa, stroncata a soli quattro anni dalla difterite, riaccende anche in città il dibattito sulla prevenzione e sulla necessità di rafforzare la cultura delle vaccinazioni. Dopo la stretta dell’Asp che aveva annunciato controlli a tappeto e il potenziamento del servizio, anche attraverso l’utilizzo dei motorhome, e l’intervento del direttore dell’azienda, Giuseppe Cuccì, ad intervenire il Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza del comune, Giovanni Amante.

«È un episodio che ci ha scosso fin nel profondo», afferma, esprimendo il proprio dolore per la scomparsa della bambina e richiamando il ruolo delle istituzioni in un ambito tanto delicato quanto divisivo. Secondo il Garante, proprio di fronte alle incertezze e alle diverse posizioni sul tema, le istituzioni devono rappresentare una «bussola credibile» per le famiglie, fornendo informazioni corrette e indicazioni chiare. «La vaccinazione – sottolinea – deve essere affrontata come una scelta consapevole e responsabile, posta al centro della tutela della salute dei minori».

Amante esprime inoltre il pieno sostegno, insieme alla Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Giovanna Perricone, alle iniziative messe in campo dalle Aziende sanitarie provinciali, comprese le task force destinate a coinvolgere pediatri e operatori sanitari per raggiungere le famiglie più dubbiose o sfiduciate e favorire una maggiore adesione alle vaccinazioni. Ma, come ribadito anche dalla Garante regionale, la risposta non può limitarsi all’ambito strettamente sanitario. Accanto alle competenze mediche, viene infatti auspicato il coinvolgimento di pedagogisti, psicologi, assistenti sociali ed esperti di diritto minorile, con l'obiettivo di intervenire anche nel mondo della scuola e costruire percorsi di informazione e consapevolezza rivolti alle famiglie e ai ragazzi. Un approccio multidisciplinare che, nelle intenzioni del Garante, dovrebbe sostenere anche il personale sanitario, mettendo a disposizione competenze diverse per affrontare dubbi, sfiducia e difficoltà e contribuire alla costruzione di una comunità più consapevole e sicura.

«Mi auguro – conclude Amante – che si continui a lavorare in questa direzione perché la salute è un diritto di tutti e per i minorenni sono spesso gli adulti ad operare le scelte».