A Catania
Un muro di coscienza per la Palestina: manifestazione in aeroporto
Il volantino distribuito ai passeggeri dice, in italiano e in inglese, “Siamo qui per chiedere anche ai viaggiatori israeliani di dissociarsi dalla politica genocida del loro governo e di unirsi a noi in questa protesta silenziosa.
Un “muro di coscienza” per denunciare le complicità economiche e politiche del nostro governo con quello israeliano che sta consumando un genocidio in Palestina. È sera all'aeroporto di Fontanarossa. Donne e uomini dei “Catanesi solidali con il popolo palestinese”, vestiti di nero, stanno allineati, a distanza di un metro e mezzo l’uno dall’altro. Formano un muro simbolico e permeabile che i passeggeri attraversano incuriositi, interdetti.
È il “format” delle azioni sceniche promosse insieme alla rete “Giovedì Bianco” che ogni giovedì, negli aeroporti e nelle piazze italiane, mette in atto performance contro la politica di sterminio e di pulizia etnica in atto a Gaza e in Cisgiordania. I manifestanti chiedono di fermare la pratica di portare i militari israeliani in vacanza nelle isole italiane, Sicilia inclusa, perché si “decomprimano” dopo “lo stress” delle azioni contro i palestinesi, e chiedono l’interruzione dei voli commerciali diretti Italia-Israele mediante compagnia di bandiera.
Il volantino distribuito ai passeggeri dice, in italiano e in inglese, “Siamo qui per chiedere anche ai viaggiatori israeliani di dissociarsi dalla politica genocida del loro governo e di unirsi a noi in questa protesta silenziosa. Siamo un muro, un muro permeabile di coscienza, la coscienza che permette di vedere, riconoscere, agire”. E concludono con un augurio: “Per un futuro decoloniale da ogni fiume ad ogni mare”.