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Torrenti Macchia e Jungo trasformati in discariche
Giarre e Riposto rischiano il disastro alla prima bomba d’acqua. Tra sterpaglie, canneti, rifiuti e scarichi fognari gli alvei sono ostruiti
La stagione delle piogge è ormai alle porte e il torrente Macchia, che attraversa il territorio per oltre tre chilometri, continua ad avere criticità allarmanti in diversi segmenti chiave. Nel borgo di Santa Maria la Strada, in prossimità del sottoponte di via Ruggero Primo, in diversi punti l’alveo rimane assediato da canneti e sterpaglie.
Ostruito dalla folta vegetazione e da materiali ingombranti anche il torrente Jungo nei tratti che ricadono nel territorio comunale ripostese. Compresi i segmenti di torrente che sboccano in mare in corrispondenza della spiaggetta dei pompieri.
Criticità si segnalano anche nella zona di via Almirante e via Trieste. In questo quadrante urbano il torrente Jungo è sommerso dalla vegetazione secca. Analogamente, nella frazione di Macchia, in parallelo a via Firenze, nella parte alta dell’abitato e alle spalle di via Lisi e via Torrisi, il letto del torrente ospita pericolosi accumuli di materiali di varia tipologia.
In questo caso i potenziali pericoli di tracimazione rischiano di interessare vaste aree ad alta densità abitativa. Nella parte a monte dell’abitato di Macchia, in caso di “bombe d’acqua”, i detriti lasciati ai bordi del torrente in secca, rischiano di creare l’effetto diga, provocando tracimazioni improvvise in una zona già teatro di pericolosi allagamenti.
Il letto del torrente Macchia, che costeggia anche il viale Don Minzoni, nel rione popolare Satellite, è ricoperto da una selva di sterpaglie e, anche in questa zona, non mancano i materiali ingombranti, dati alle fiamme nelle scorse settimane e pericolosamente abbandonati lungo il percorso del corso d’acqua.
Nel tratto di torrente, in corrispondenza del sottoponte di viale Jonio a Macchia, si notano a distanza anche rivoli di reflui fognari che si riversano a ridosso della zona Satellite.
L’allarme per le condizioni del torrente Macchia era stato lanciato nei mesi scorsi da Wwf e associazione Articolo 1 che, in un esposto congiunto trasmesso al sindaco Cantarella, all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, Arpa, Demanio idrico, avevano segnalato una situazione di grave e diffuso degrado ambientale, ribadendo la necessità di una bonifica del torrente, interventi di chiusura degli accessi e in generale opere strutturali di riqualificazione del torrente che lo rendano un percorso ecologico urbano per i cittadini del circondario.