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L'esame

Bimba uccisa dalla difterite a Palermo, l'autopsia conferma l'infezione: «Ma non c'è nessuna epidemia in città»

Bimba di 4 anni non vaccinata muore di difterite, procura indaga: la task force siciliana avvia Avur per i pronto soccorso, monitoraggio delle coperture, punti vaccinali scolastici e campagne di sensibilizzazione

28 Agosto 2026, 20:29

20:33

Policlinico-Palermo

Policlinico Palermo

Si è conclusa l’autopsia sul corpo della bimba di 4 anni di Palermo, non vaccinata, morta per difterite il 20 agosto. Secondo quanto si apprende, è stata confermata la presenza di una diffusa infezione. I consulenti avrebbero verificato anche che la bambina è stata sottoposta a cure particolarmente invasive. Sulla morte la Procura ha aperto un’inchiesta. Indagati, per omicidio colposo, i genitori e 8 medici.

I due casi di difterite registrati a Palermo, entrambi riscontrati in minori dello stesso nucleo familiare, non rappresentano un cluster epidemico: è quanto è emerso nel corso della prima riunione della task force regionale sulle vaccinazioni che si è svolta nei locali dell’assessorato della Salute in piazza Ottavio Ziino, a Palermo.

"Non siamo di fronte a un’emergenza - afferma l’assessore Marcello Caruso - ma a un campanello d’allarme che ci impone di rafforzare ulteriormente l’impegno per aumentare le coperture vaccinali, che risentono ancora degli effetti della pandemia di Covid-19. La riunione di oggi dell’organismo che ho fortemente voluto, e i cui componenti ringrazio per la professionalità e l’impegno con cui stanno affrontando questa situazione, è stata un’occasione importante per definire una strategia condivisa volta a rafforzare la prevenzione e promuovere ulteriormente le vaccinazioni".

Punto di partenza dei lavori è stata la circolare che l'assessorato della Salute ha inviato a tutte le Asp siciliane, alle organizzazioni sindacali dei pediatri di libera scelta e agli ordini provinciali dei medici per indicare alcune misure straordinarie di recupero vaccinale della popolazione infantile tra 0 e 6 anni.

Inoltre, la task force ha condiviso l’iniziativa dell’assessorato di fornire, a partire dall’1 settembre, l’accesso all’Anagrafe unica vaccinale regionale (Avur) anche agli operatori dei pronto soccorso: questo consentirà al personale sanitario dell’emergenza e urgenza di verificare più agevolmente lo stato vaccinale dei pazienti.

Previsto, inoltre, sempre attraverso l’Avur, un monitoraggio sistematico delle coperture vaccinali, con l’obiettivo di individuare i territori e i distretti caratterizzati da livelli di vaccinazione insufficienti. Sulla base dei risultati, le Asp potranno programmare interventi mirati, in collaborazione con pediatri di libera scelta, medici di medicina generale e le strutture ospedaliere che si occupano di malattie infettive.

Per le aree nelle quali il monitoraggio evidenzierà maggiori criticità, saranno attivate specifiche iniziative, compresa l'istituzione di punti vaccinali all’interno degli istituti scolastici.

Particolare attenzione, è stato sottolineato, sarà riservata anche ai punti nascita: la proposta condivisa dalla task force prevede che, in tutte le strutture pubbliche e private dell’Isola, ai genitori venga consegnato il libretto vaccinale del neonato, insieme all’indicazione della prenotazione presso il centro vaccinale dove effettuare la profilassi.

Tra le proposte figura anche il potenziamento della capacità diagnostica dei laboratori di microbiologia, per rendere più efficaci le diagnosi con particolare attenzione ai bambini non vaccinati.

In programma, inoltre, la realizzazione di una nuova campagna regionale di promozione e comunicazione vaccinale, rivolta in particolare ai genitori e alle giovani coppie attraverso i consultori familiari. La comunicazione sarà articolata per diversi target di popolazione e utilizzerà anche i social e il coinvolgimento di testimonial, con la collaborazione degli ordini professionali della sanità e dei giornalisti.

"La task force tornerà a riunirsi il 3 settembre. Stiamo lavorando concretamente e velocemente a tutela della salute dei più piccoli e della salute pubblica nel suo complesso", conclude Caruso.