La vicenda
Tribunale sospende decreto per Edison: respiro per il Comune di Siracusa
La sezione Imprese di Catania blocca l’esecutività sul pagamento di 2,5 mln; ora via alla mediazione civile
La vicenda di uno dei debiti che tengono maggiormente in ansia il Comune segna un punto a favore dell’ente. La sezione Imprese del tribunale di Catania ha sospeso l’esecutività del decreto ingiuntivo con cui veniva intimato al Comune il pagamento di 2,5 milioni, più interessi e spese, in favore di Edison. Ora potranno essere avviate le trattative per una mediazione civile del contenzioso.
A giugno, la vicenda era approdata in Consiglio comunale, con l’assise chiamata ad approvare il debito fuori bilancio di una parte della cifra (1 milione 140mila euro), visto che il fondo di accantonamento per le spese legali si era dimostrato insufficiente per fare fronte a questa richiesta. All’origine del contenzioso c’è l’appalto precedente dell’Illuminazione pubblica: richieste di integrazioni e revisioni di prezzi, da parte di Edison, per l’aumento del costo dell’energia. Cosa che il Comune era disposto a riscontrare, ma ritenendo che la misura e l’entità delle richieste di Edison fossero eccessive. Nel 2024 il tribunale rendeva esecutivo il decreto ingiuntivo a favore dell’azienda; nei giorni scorsi il giudice ne ha sospeso l’esecutività e fissato i termini per espletare la mediazione civile: forma di risoluzione stragiudiziale delle controversie, in questi casi demandata dal giudice.
Negli uffici di Palazzo Vermexio la notizia è stata accolta positivamente, come si può immaginare: “Siamo meno stressati, ora”. “Nulla di definitivo – ricorda il legale che sta seguendo la controversia, Claudio Scarpulla – ma nel procedimento è sicuramente una buona notizia”. Una delle tesi elencate dal Comune a propria difesa, che il giudice ha accolto, riguarda il deposito di alcune fatture: “Si tratta di un decreto ingiuntivo emesso sulla base di dichiarazioni da parte di Edison, con il deposito di fatture che erano state rifiutate dal Comune, quindi mancanti del requisito per essere considerate prove. Il decreto ingiuntivo – spiega ancora il legale del Comune - ha bisogno di una prova scritta. In questo caso, secondo quanto abbiamo sostenuto, non c’era la prova scritta”. Il giudice ha accolto questa tesi.
In pratica la difesa del Comune ha puntato su un aspetto probatorio considerato unilaterale. “Noi lo abbiamo contestato sia nella forma, sia nella sostanza. Abbiamo contestato anche i crediti della Edison. Il giudice ha ritenuto che le nostre contestazioni fossero meritevoli di considerazione”.
Come detto all’origine c’è la rideterminazione di costi e prezzi, rivendicata dal vecchio gestore del servizio di Illuminazione pubblica. Il Comune contesta la misura e l’entità delle richieste di Edison: “Abbiamo segnalato anche lo stato di fatiscenza in cui sono stati lasciati gli impianti – ha detto l’avvocato Scarpulla - su questo attendiamo l’istruttoria, che possa scomputare i costi”. In questi mesi l’ente ha tentato una mediazione: “Non è stato possibile mettersi d’accordo – conclude il legale - Ora può darsi che si arrivi a un accordo transattivo. Se prima la controparte era forte, sulla base di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, ora dovrà riconsiderare la propria sicurezza”.
Un sospiro di sollievo anche dalla politica: “Sono lieto che il tribunale abbia sospeso l’efficacia esecutiva del decreto ingiuntivo – dice il consigliere comunale di FdI Paolo Cavallaro -. Questo blocca ogni rischio di azione esecutiva verso il Comune, almeno fino all’esito del giudizio. La questione del debito fuori bilancio ha impegnato il Consiglio comunale in diverse sedute e, pur riconoscendo la riconducibilità formale del debito (art. 194 del Tuel) ero fiducioso circa l’accoglimento dell’istanza di sospensiva. Ora si è nuovamente riavviata la fase delle trattative per una definizione transattiva della vicenda: auspico si possa giungere a un risultato positivo per la città”.